Draghi firma patto per i lavoratori pubblici: smart working e 107 euro in più

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Draghi Pubblica amministrazione

Draghi Pubblica amministrazione al centro dell’innovazione. La pandemia ha rivelato i punti nodali di una crisi del mondo del lavoro che il premier ha intenzione di risolvere. Il Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale è stato firmato in questa giornata. Accordo tra premier e ministro Brunetta con i segretari dei sindacati Uil, Cgil, Cisl. C’è molto da fare, ma i sei punti del patto potrebbero essere una partenza.

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Draghi pubblica amministrazione: il patto da sei punti per far ripartire il lavoro

Draghi pubblica amministrazioneRoma – Draghi firma, insieme a Brunetta, il Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale. Un accordo stretto con l’intesa con i segretari dei sindacati Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri. “La pandemia e il piano di rilancio e resilienza richiedono nuove professionalità e nuove forme di lavoro. Nuove professionalità richiedono investimenti e nuove regole. Questo è quello che oggi stiamo cominciando: ci tengo a confronto e dialogo“. Così inizia il discorso del premier nella Sala Verde di palazzo Chigi, inaugurando l’apertura degli accordi.

L’emergenza sanitaria e il piano di rilancio e resilienza richiedono nuove professionalità. Investimenti in formazione e nuove forme di lavoro, se pensate allo smart working. Tutto ciò richiede investimenti e regole, questo è quello che oggi stiamo cominciando. Il patto è sicuramente un evento di grande importanza per il metodo; per il contenuto e per questa relazione di dialogo che c’è: ma è il primo passo, il molto, se non quasi tutto, resta da fare. L’età media oggi è di 50, quasi 51 anni, vent’ anni fa era di 43.”

Continua poi aggiungendo: “Quindi dal punto di vista demografico, per ragioni che trovano la loro radice in eventi anche lontani, è stato un progressivo indebolimento della struttura della Pubblica amministrazione. Un secondo aspetto è la formazione. Guardando i numeri vediamo che si spendono ben 48 euro a persona; il ‘ben’ e’ ironico, per la formazione nel settore pubblico e un solo giorno è destinato alla formazione del personale pubblico”. 

Per non perdere i soldi del Recovery Fund, Draghi e Brunetta stillano i sei macro punti del grande patto di ripresa del lavoro: rinnovi contrattuali relativi al triennio 2019-2021, lavoro agile, revisione dei sistemi di classificazione professionale, formazione del personale, sistemi di partecipazione sindacale e welfare contrattuale.

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Draghi pubblica amministrazione, contratti pubblici, smart working e 107€ in più

draghi pubblica amministrazionePrevidenza, formazione, lavoro agile. Per il nuovo Governo, ogni possibilità espressa per migliorare la qualità dell’esperienza lavorativa, non rappresenta fattore di costo. Investimento? Nuovi orizzonti? Tutto ancora molto incerto, ma ciò che si palesa con più chiarezza è una promessa di intenti. I punti di forza saranno coesione sociale e buona occupazione.

Il ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, e il premier, Mario Draghi stillano il patto per l’innovazione del lavoro. Si parte dai rinnovi contrattuali. “Occorre porsi nell’ottica del superamento della gestione emergenziale. Con la definizione nei futuri contratti collettivi nazionali del pubblico impiego di una disciplina normativa ed economica del lavoro agile che garantisca condizioni di lavoro trasparenti e concili le esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori con quelle delle pubbliche amministrazioni. Nell’ambito dei contratti del triennio 2019-2021, saranno quindi disciplinati, in relazione al lavoro agile, aspetti di tutela dei diritti sindacali, delle relazioni sindacali e del rapporto di lavoro.”

Da qui il premier ha voluto sottolineare l’importanza poi della partecipazioni di lavoratrici e lavoratori all’innovazione del servizio pubblico. Sarà inserito nei contratti la possibilità di lavorare in smart working. Non soltanto. 3,2 milioni di italiani andranno incontro al rinnovo contrattuale, ottenendo un aumento medio di 107 €. “Il confronto in sede Aran sarà l’occasione per definire le linee di intervento sullo smart working; perché si eviti una iper regolamentazione legislativa e vi sia più spazio per la contrattazione di adattare alle esigenze delle diverse funzioni. Queste nuove forme di lavoro che, laddove ben organizzate, hanno consentito la continuità di importanti servizi pubblici; anche durante la fase pandemica.

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