Burro nel caffè? La nuova moda nella dieta che fa storcere il naso ai napoletani

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bulletproof coffee

Avete mai provato a mettere il burro nel caffè? Sapete che è uno dei consigli della dieta chetogenica, che questo caffè si chiama bulletproof coffee e impazza, insieme alle sue varianti su internet? Ok, ok, prima di storcere il naso (intendiamoci, vi capiamo), facciamo un attimo un passo indietro. Cerchiamo quindi di capire come e perché questa scelta nel caffè ha un numero sempre maggiore di estimatori anche se, a primo impatto, nessuno lo berrebbe mai.
E il burro non è l’ingrediente più strano che troverete in questo articolo… 

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Bulletproof coffee keto: il segreto della dieta chetogenica

bulletproof coffeeIl bulletproof coffee (tradotto “caffè antiproiettile”) nasce per combinare due esigenze e due “mode diverse”. Da una parte la dieta chetogenica, che non è più una novità (noi ve ne abbiamo parlato in uno dei nostri primi articoli, lo ritrovate qui sopra); dall’altra la tendenza a cercare sempre il massimo della salute e del benessere da ogni alimento consumato durante la giornata. Sì, compreso il caffè.

La dieta chetogenica fa parte delle diete iperproteiche (come la Paleo e la Dukan). Ciò che le accomuna è l’essere ricche di proteine e grassi ma povere di carboidrati e zuccheri, considerati la causa dell’indebolimento di prestazioni fisiche e mentali. Con l’assenza di carboidrati, il corpo è costretto a bruciare grassi per funzionare; questo quindi porta a un veloce dimagrimento.

Il bulletproof coffee si inserisce nella dieta chetogenica nell’ambito dei superfood, cibi che hanno importanti benefici per la salute.
In particolare è indicato per la prima colazione.

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Bulletproof coffee: come nasce e a cosa serve

Il bulletproof coffee nasce quando, durante un viaggio in Tibet, Dave Ashley, uno dei più apprezzati guru nel campo dello stile di vita e della salute, nota che molti tibetani mettevano nel loro tè del burro di yak prima di una scalata. Dal té al caffé e dal burro di yak al nostro burro chiarificato il passo è breve.

Ma a cosa serve il burro nel caffè nell’ambito di una dieta chetogenica? Presto detto; secondo chi lo usa:

  • Favorisce lo stato di chetosi;
  • Diminuisce il senso di fame;
  • Favorisce concentrazione fisica e mentale;
  • Dona energia e stabilità al corpo e alla mante.

Il concetto è che una bevanda così “calorica” di prima mattina, accompagnata a uno stile sano, aiuta a evitare pasti pesanti e a lenta digeribilità. Questo ci permette di essere più leggeri durante tutta la giornata

Bulletproof coffee ricetta: la preparazione è semplicissima

Per preparare il bulletproof coffee servono:

  • Il caffè fatto nella moka;
  • 30 gr di burro chiarificato (quello senza le proteine del latte, ma composto solo di grasso animale)
  • 180 ml di acqua bollente.

Una volta preparato il caffè, versarlo in un frullatore aggiungendo l’acqua precedentemente riscaldata e il burro chiarificato. Frullare fino a che non diventa una crema schiumosa e poi berlo (caldo o freddo, a seconda dei gusti).

Ma vi ho detto che non sarebbe stata la cosa più particolare dell’articolo, giusto? Ebbene, per avere un buon bulletproof coffee, bisogna aggiungere un cucchiaio di olio MCT. Senza andare in analisi troppo complesse, si tratta di olio di palma o olio di cocco, ideali come bruciagrassi nella dieta keto. Per chi desiderasse una bevanda più dolce, aggiungere una spolverata di cannella o un cucchiaino di zucchero di canna prima di bere.

Ovviamente il tutto va inserito in uno stile di vita sano e in una alimentazione attenta e regolare. Sarà abbastanza per non far storcere il naso ai napoletani? Si può ammettere questa modifica nel nostro ottimo caffè? Diciamo che nell’ultimo periodo per il caffè sembra valere il detto “lo famo strano?”

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Bulletproof coffee e non solo: i caffè più strani del mondo

Credete che il bulletproff coffee sia la cosa più strana che potreste bere associata al caffè? Sappiate che vi state sbagliando. L’aromatica e iconica bevanda è un universo di sapori, odori, scoperte, tentativi ed esperimenti e in giro per il mondo c’è chi si è divertito a fare prove molto interessanti…

Ad esempio, un bar di Adelaide ha inventato l’asskicker coffee (“caffè spaccacu*i” in italiano). Un caffè che contiene oltre 50 volte la dose di caffeina presente in un normale espresso. Lo si deve bere in circa 4 ore ed è vietato ai cardiopatici.

Oppure il Gothlatte, origine newyorchese e virale sui social. È un cappuccino vegano (tra gli ingredienti c’è il latte di mandorle) e nerissimo per via del carbone attivo. Avrebbe proprietà dimagranti e detox: a chi va di provarlo?

Infine c’è chi non si è limitato al carbone attivo. Sull’isola di Giava, in Indonesia, è possibile gustare il Kopi Joss, un caffè che viene servito con un pezzo di carbone rovente dentro. Il carbone viene tenuto per pochi secondi e assicura al caffè un retrogusto legnoso e una temperatura oltre i 100°C.

Fateci sapere nei commenti se li avete provati. Io, intanto, vado a coccolarmi il mio “normalissimo” caffè italiano.

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