L’Italia è la patria della mozzarella, prodotto tipico della dieta mediterranea apprezzato in tutto il mondo, di origine campana e presente sulle tavole da millenni. Il suo sapore lo conosciamo tutti, la mozzarella è un’amica di famiglia, non ha bisogno di presentazioni. E la burrata? La tradizione italiana ha una ricca e variegata tradizione casearia: ce ne possiamo rendere conto andando in vacanza e affermare, in sintesi, paese che vai, latticino che trovi! La domanda a questo punto nasce spontanea: quanto sono imparentati, tra loro, i due formaggi?
La mozzarella è un formaggio a pasta filata e quindi ottenuto per formazione della cagliata e successiva filatura, processo che consiste nel rendere la cagliata solida, malleabile a tal punto da poter essere modellata; il termine tecnico è “filata”. La burrata non è altro che un involucro di mozzarella con all’interno un ripieno di stracciatella. Quest’ultima, altro non è che un mix di panna e sfilacci di mozzarella.
Una lavorazione artigianale
La tecnica della filatura ha dato origine a diversi prodotti caseari:
- Mozzarella.
- Provola.
- Scamorza.
- Caciocavallo.
- Burrata.
- Stracciatella.
La mozzarella è un formaggio che, come abbiamo anticipato, nasce in Campania ed ha alcune sue caratteristiche peculiari: è fresca, morbida, liscia, e dal colore bianco latte. Il sapore è delicato, in equilibrio tra salato e acido che devono sempre rimanere lievi; l’amaro non è contemplato. Il clima mite del Mediterraneo ne favorisce la produzione, grazie alla rapida acidificazione del latte. I tipi più diffusi e apprezzati di mozzarella sono la fiordilatte e la bufala.
La burrata ha origini pugliesi e si ottiene dal latte vaccino intero, crudo o pastorizzato. Il suo inventore si chiama Lorenzo Bianchino ed è di Andria, paese in cui crea la burrata nel 1956. La leggenda vuole che, a causa delle temperature fredde, il casaro non riuscisse a conservare i formaggi freschi per essere portati dalla campagna alla città e, nel tentativo di ovviare al problema, avesse deciso di conservare la panna all’interno della mozzarella, per un trasporto migliore. Così è nata la burrata, la cui forma ricorda un piccolo sacco cremoso con all’interno un ripieno morbido.
Burrata e mozzarella non sono la stessa cosa, quindi: hanno origini, caratteristiche e impieghi diversi. Spesso si usa il termine stracciatella come sinonimo di burrata, della quale la stracciatella, che è un mix composto da panna e sfilacci di mozzarella, risulta essere semplicemente il ripieno.
Caratteristiche nutrizionali della burrata
Il suo apporto energetico è elevato. È un alimento ad alto valore proteico e presenta un numero di grassi decisamente più alto di quello della mozzarella e, oltre alla vitamina B2, le vitamine A ed E. Importante: non va condita con l’olio, è già buona così.
La burrata può essere mangiata da sola, al naturale, o accompagnata ad altri alimenti: è ottima servita in insalata, sul pane abbrustolito e per riempire delle verdure, come i fiori di zucca o per condire un risotto. Si può usare anche per fare una pasta ad esempio con le zucchine.
Che le vostre simpatie vadano alla mozzarella o alla burrata ricordate: l’una non esclude l’altra. Perché una dieta varia è il presupposto di una sana alimentazione.

































