Caccia, si pensa a un referendum abrogativo. Favorevoli o contrari?

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È di pochi giorni fa l’ennesimo incidente avvenuto durante una battuta di caccia. Questa volta la “vittima” è un bambino di soli 10 anni di Osimo, ferito al viso e al collo da una ventina di piombini di un fucile da caccia. Da una prima ricostruzione sembra che il proiettile abbia colpito un muro e il bambino sia stato investito dai pallini di rimbalzo. Le sue condizioni sono gravi ma fortunatamente non risulta essere in pericolo di vita (leggi anche: Animali nei circhi: finalmente è quasi stop! Vicino il “graduale superamento”).

Caccia: reazioni all’incidente e proposte per abolirla o limitarla

La vicenda ha contribuito a riaccendere la fiamma mai sopita degli anti-caccia. In prima linea, ovviamente, l’Onorevole e Presidente dell’Intergruppo parlamentare sugli animali, Michela Vittoria Brambilla: “Ho depositato una proposta di legge per introdurre, sul modello dell’omicidio stradale, il reato di omicidio venatorio, con la fattispecie collegata di lesioni gravi o gravissime procurate durante l’esercizio della caccia, anche in forma non consentita. Tutto questo in attesa di un referendum per abolirla

Il consigliere regionale Busilacchi del PD delle Marche è duro: “Come promesso alcune settimane fa sto effettuando tutti gli approfondimenti per verificare se è possibile fare un referendum marchigiano che limiti la caccia. L’abolizione non è possibile a livello regionale ma alcune limitazioni, in teoria, sì. La nostra legge regionale però rimanda molto al calendario venatorio che non può essere oggetto di referendum. Insomma sto continuando a studiare la cosa perché questi incidenti aumentano sempre più. La popolazione è giustamente esasperata e non è pensabile che i diritti di pochi abbiamo il sopravvento sui diritti della maggioranza dei cittadini. Andrò avanti con ogni mezzo. Per fermarmi dovrete spararmi per davvero”

Dunque, si invoca un referendum che abroghi o limiti fortemente la caccia. Referendum, che in verità, fu già indetto nel 1990 ma che non raggiunse il quorum. Una nuova consultazione popolare sembrerebbe, però, una buona soluzione anche in virtù dei dati allarmanti. Nel corso delle ultime 11 stagioni venatorie si sono contati 217 morti, di cui 14 bambini, e 804 feriti. Tutto questo senza considerare l’immorale soddisfazione di uccidere esseri indifesi per sport o per soddisfare il proprio ego.

Leggi anche: Riforma legittima difesa: per sparare basterà un “grave turbamento”

Caccia: c’è chi la difende

Lo scorso anno, a una precedente proposta della Brambilla di abolire la caccia, hannocaccia risposto duramente sia Lega che FDI.                                                                              “Settore fondamentale per l’economia, garantisce posti di lavoro” e ancora “L’attività venatoria fa parte della storia del nostro Paese. È una passione radicata nella nostra tradizione e cultura da decenni che anzi andrebbe valorizzata e non abolita! A tutto questo  si aggiunge un indotto non indifferente: tra produzioni di armi sportive, licenze per la caccia e acquisti nel settore armiero, l’attività venatoria genera diversi miliardi di euro e garantisce migliaia di occupati in tutta Italia”

Chissà se l’incidente di questo bambino abbia smosso qualche coscienza.

Se effettivamente sarà indetto un nuovo referendum, sareste favorevoli all’abrogazione ( o a una forte limitazione) della caccia? Fateci sapere il vostro pensiero…

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