Caffè Espresso Napoletano: arriva la candidatura a Patrimonio dell’Unesco

0
337
caffè espresso napoletano

Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha firmato il dossier di candidatura del Caffè Espresso Napoletano a Patrimonio Culturale Immateriale Unesco.

Dopo il riconoscimento dell’arte del pizzaiolo napoletano, anche il caffè espresso ha cominciato a farsi strada per ottenere questo riconoscimento. La preparazione di questa bevanda è parte di una storia senza tempo, fatta di cultura, amicizia e solidarietà.

Ti consigliamo come approfondimento – Torrefazione e Coloniali: dove l’amore per il caffè, a Pomigliano, è di casa

La storia e la preparazione del Caffè Espresso Napoletano

È il Settecento il secolo in cui a Napoli si sono iniziate a bere le prime tazzine di caffè. Tuttavia, è solo dall’Ottocento che l’Espresso ha cominciato a diffondersi maggiormente, grazie all’invenzione della “cuccumella”. Si tratta della caffettiera per la preparazione del caffè in casa, sostituita successivamente dall’attuale “moka”.

Alla fine dell’Ottocento, è stata introdotta la prima “macchina espresso”, grazie alla quale i napoletani sono diventati artisti nella preparazione del caffè espresso.

La preparazione del buon caffè espresso napoletano è legata a varie leggende. La più ricorrente è quella secondo la quale sia l’acqua delle zone partenopee a regalare alla bevanda quel gusto inconfondibile. Il vero trucco, invece, è racchiuso nella miscela napoletana. Infatti, se la tostatura è al punto giusto, allora la colorazione del caffè diventa scura e l’aroma è più intenso. A tutto ciò, va associata l’abilità nell’uso della macchina per far sì che il caffè espresso napoletano risulti “stretto”.

Ti consigliamo come approfondimento – Caffè dannoso per il cuore? La scoperta di due studi australiani

La giunta regionale candida il Caffè Espresso Napoletano a Patrimonio Unesco

La Commissione italiana per l’Unesco ha ricevuto un dossier della giunta regionale della Campania. Il documento contiene la candidatura dell’espresso napoletano a Patrimonio Culturale Immateriale dell’Unesco. Il testo, intitolato “La cultura del caffè espresso napoletano”, è stato firmato dal presidente Vincenzo De Luca. Tutto ciò è stato possibile grazie al consigliere Francesco Emilio Borrelli, che in passato ha lavorato per il riconoscimento di importanti tradizioni agroalimentari.

La tradizione del buon caffè espresso napoletano vanta anche una lavorazione che rispetta la natura. Infatti, nella nota vi è scritto che “Nel dossier sono stati evidenziati i profili legati allo sviluppo sostenibile, alla tutela dell’ambiente, alla preservazione degli ecosistemi”.

Il testo è frutto del lavoro di un team di esperti, formato da professori universitari, antropologi e giuristi. Ciò che si evince è l’importanza che i napoletani danno a questa bevanda dal gusto unico e inimitabile.

Ti consigliamo come approfondimento – Pizza napoletana e forno elettrico: la rivoluzione che aiuta l’ambiente

La cultura del caffè espresso napoletano

Perché candidare l’espresso napoletano a Patrimonio Culturale Immateriale Unesco? La risposta ha in sé tutto il significato che il “bere una tazzina di caffè” ha assunto nel tempo.

Il caffè espresso napoletano è un vero e proprio rituale. È un modo per dirsi “ti voglio bene”, per staccare da ore di studio o di lavoro, per rilassarsi da soli o in compagnia. È simbolo di ospitalità, di energia, ma anche di solidarietà se si pensa al famosissimo “caffè sospeso”. È un modo per concludere un pasto, una breve parentesi di piacere tra una corsa e l’altra. Il caffè espresso napoletano è tutto questo e molto altro ancora, assumendo sfumature diverse per ciascuno di noi.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here