Suicidio assistito, è svolta? Primo ‘sì’ dalla Camera per i malati irreversibili

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camera suicidio assistito

Camera suicidio assistito: è per i partiti di centro-sinistra. Titubanti i rappresentanti di destra, ma il disegno di legge non è ancora stato approvato definitivamente. Il testimone della sentenza Cappato è ora tra le mani del Senato. Il ddl, qualora passasse in maniera permanente, è indirizzato a quattro tipi di pazienti specifici.

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Camera suicidio assistito: fischi in aula, ora parola al Senato

referendum253 voti a favore, 117 contrari e 1 astenuto. Questo il risultato delle votazioni in Camera per l’approvazione del ddl sul suicidio assistito. Prima dell’approvazione sono volati fischi e strilli altamente contrariati, tutti provenienti dall’ala della destra. Infatti molti di Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia, Noi con l’Italia e Coraggio Italia si sono mostrati contrari al ddl. Il suddetto è ugualmente corso in Senato e sarà valido solo per quattro categorie di pazienti:

  • Coloro che sono affetti da patologie irreversibili;
  • Coloro che sono mantenuti in vita tramite trattamenti di sostegno vitale;
  • Coloro che soffrono di particolari e forti dolori fisici e psichici;
  • Coloro che hanno rifiutato cure palliative e/o assistenza.

Dovranno essere le persone (di maggiore età) con caratteristiche qui elencate a fare domanda per il suicidio assistito. I medici e gli infermieri che li affiancheranno non verranno accusati di istigazione od omissione di soccorso. La morte potrà avvenire sia nelle abitazioni sia nelle strutture ospedaliere; verrà considerato un decesso per cause naturali.

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Camera suicidio assistito: la sentenza Cappato

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Marco Cappato, dalla sua pagina Facebook ufficiale

Il ddl recepisce la sentenza Cappato della Corte Costituzionale del 2019. Il processo di Marco Cappato, ex membro del Parlamento Europeo e promotore della campagna Eutanasia Legale, è iniziato l’8 novembre 2017. L’accusa che pendeva sul suo capo era di istigazione al suicidio. Aveva, infatti, aiutato Dj Fabo a raggiungere la Svizzera per potersi sottoporre al suicidio assistito. Nel febbraio del 2018 è stato assolto, ma la Corte di Assise di Milano ha emesso una ordinanza di remissione alla Consulta per il giudizio di costituzionalità dell’articolo 580 del codice penale (aiuto al suicidio). Un anno dopo, la Consulta ha decretato non punibile:

“Chi agevola l’esecuzione del proposito di suicidio, autonomamente e liberamente formatosi, di un paziente tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale e affetto da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche o psicologiche che egli reputa intollerabili ma pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli.” (Comunicato Ufficio Stampa Consulta, 25 settembre 2019)

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Camera suicidio assistito: dalla proposta di Loris Fortuna al caso Englaro

suicidio assistito,Delicato e contemporaneamente spigoloso, è il tema del suicidio assistito e dell’eutanasia. In Italia sono ormai quarant’anni che se ne discute, tra chi è aspramente contrario e chi lo desidera, ribellandosi e lanciando appelli al Parlamento. La prima proposta di legge risale al 1984 sotto la firma di Loris Fortuna, ex Ministro per gli Affari europei. Non è mai stata davvero calendarizzata, finendo nel dimenticatoio. Così come la proposta per l’eutanasia legale, presentata nel 2001 dai Radicali, stesso anno in cui emerge il caso Piergiorgio Welby. Affetto di distrofia muscolare, ha usato la sua professione di scrittore per sensibilizzare la gente sul tema del suicidio assistito.

Nel 2007 è emerso il caso di Eluana Englaro, una ragazza che si trovava in stato vegetativo da diciassette anni a causa di un incidente. Nonostante fosse stato approvato lo stop dell’alimentazione forzata, Eluana è morta due anni dopo a causa di forti dibattiti per ritirare la sentenza. Segue uno sgomento generale che conduce al primo vero dibattito, avvenuto però quasi dieci anni dopo, nel 2016.

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