Campania: il commissariato è esploso per il caldo. L’ipotesi è confermata!

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Campania esplosione commissariato dovuta al caldo. Il fatto avvenuto nella giornata di ieri alle 15:30 a Castellammare di Stabia. Inizialmente si pensava che l’esplosione fosse dovuta ad una caldaia. Tuttavia, dalle testimonianze raccolte, si sono udite una serie di esplosioni. Questo ha portato alla conclusione che ad esplodere fossero state delle bombe carta. Di fatto nella zona interessata erano presenti vari fuochi d’artificio sequestrati. Il caldo invece sarebbe stato identificato come la causa scatenante il tutto. Oltre ai sei locali del piano in questione è risultata danneggiata anche una palestra.

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Campania esplosione commissariato: il crollo del piano ed il racconto dei fatti

Campania esplosione commissariato,Il caldo di questi giorni non è pericoloso soltanto causa di malessere ma anche di esplosioni. Lo testimoniano i fatti di Castellammare di Stabia. Nella giornata di ieri infatti, intorno alle 15:30, si sono sentite numerose esplosioni. Quest’ultime avvenute in corso De Gasperi ed interessate al commissariato in periferia della città. Sarebbe esploso un intero piano, danneggiando sei locali dell’edificio oltre che una palestra adiacente. Subito è partito l’allarme e sul posto sono giunti Vigili del Fuoco, Carabinieri, Polizia e ambulanze. Per fortuna non c’è stato nessun ferito contro il possibile rischio di una strage. Infatti la zona interessata riguardava anche spogliatoi e dormitori del commissariato. Inoltre nessun passante si trovava nelle vicinanze, evitando così il pericolo di vetri e macerie.

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Campania esplosione commissariato: il caldo scatenante l’esplosione

Campania esplosione commissariato,Il tutto viene scatenato dal pesante caldo di questi giorni. Inizialmente si era ipotizzata l’esplosione di una caldaia. Soltanto dopo, esaminando le testimonianze e l’area interessata, si è giunti alla conclusione attuale. Ovvero che il caldo abbia innescato l’esplosione di bombe carta e fuochi di artificio lì presenti. Infatti, l’area interessata, era utilizzata anche come deposito sequestri. Inoltre a vanificare la prima teoria è stata anche l’assenza di gas nell’aria. Nessuno infatti avrebbe sentito un simile odore prima o dopo l’esplosione. A maggior conferma inoltre della seconda ipotesi vi è il numero delle esplosioni. Se si fosse trattato soltanto di una caldaia si sarebbe sentito soltanto un botto. Invece, stando al racconto dei presenti, si sarebbero avvertite una serie di esplosioni una dietro l’altra. Insomma, una storia inverosimile che poteva trasformarsi in una strage. Fortunatamente però non è stato così.

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