Campania resta in zona gialla: calano contagi ma aumentano focolai

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Campania zona gialla. Questo è quello che si apprende dalle conclusioni del monitoraggio settimanale sull’epidemia diffuso dal ministero della Salute e dall’Istituto superiore di Sanità. Calano i casi ma aumentano i focolai e quest’ultimo aspetto è l’unica nota negativa di una situazione che appare stabile.

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Campania zona gialla, la regione di De Luca resiste

Campania zona giallaI campani possono sorridere e tirare un sospiro di sollievo. La Regione resterà in fascia gialla, ovvero sarà soggetta, sia nel weekend che la prossima settimana, a un’area con restrizioni al minimo. Questo è quello che si evince dalla bozza di monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore di Sanità. Ente preposto ad analizzare lo stato dei contagi e lo stress che la pandemia esercita sulle strutture sanitarie.

Diversi sono i sistemi di classificazione adottati per inquadrare le Regioni. Quelle in cui persisteranno le misure restrittive più rigorose sono:

  • la Sicilia;
  • l’Umbria;
  • la Provincia autonoma di Bolzano;
  • Sardegna.

Le Regioni con “moderata ad alto rischio di progressione a rischio alto” sono considerate:

  • Molise;
  • Valle d’Aosta;
  • Marche;
  • Lazio;
  • Provincia autonoma di Trento.

Le Regioni a rischio moderato sono:

  • Puglia;
  • Piemonte;
  • Emilia-Romagna;
  • Lombardia;
  • Veneto.

Le Regioni, infine, a rischio basso sono:

  • Basilicata;
  • Abruzzo;
  • Calabria;
  • Liguria;
  • Toscana;
  • Campania.

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Campania: calano i casi ma aumentano i focolai

campania, campania zona giallaGli indicatori di monitoraggio dell’Istituto superiore di Sanità sono stabili. La Campania, nell’ultima settimana, ha un’incidenza di contagi per 100mila abitati pari a 237,30 con 6401 nuovi contagi. Si evince, quindi, un calo di casi ma un aumento dei focolai. Quest’ultimo aspetto è l’unica nota stonata per una situazione che può essere definita stabile. La Campania ha un Rt pari a 0,76. Valore inferiore alla media nazionale.

In definitiva, sulla base di quanto detto, il ministero della Sanità e l’Istituto superiore di Sanità, concludono il loro rapporto affermando che l’epidemia resta in una fase delicata. Inoltre, affermano che se non saranno tenute delle misure rigorose nelle prossime settimane c’è la possibilità che i casi possano aumentare.

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