
Camusso vs Meloni lavoro donne: la senatrice Susanna Camusso ragiona sulla condizione lavorativa delle donne. La senatrice sostiene che la situazione di crisi ha dato visibilità al lavoro di cura delle donne. Inoltre, sostiene che c’è anche una difficoltà per una donna a pensarsi come un soggetto che può rivendicare.
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Camusso vs Meloni lavoro donne: dopo il Covid-19
Susanna Camusso, già segretaria della Cgil, e senatrice del PD ragiona sulla condizione lavorativa delle donne. La senatrice ha risposto in primis alla domanda se il Covid-19 è stato uno spartiacque per le donne e per la loro condizione lavorativa. La Camusso ha detto: “Con il decreto Lavoro il governo Meloni riesce a peggiorare il Reddito di cittadinanza. La situazione di crisi ha dato visibilità al lavoro di cura delle donne, che è stato improvvisamente visto come essenziale. Ciò prima veniva banalizzata e data per scontata, non era considerato un tema di lavoro. Questa improvvisa visibilità ha fatto sì che per un periodo se ne discutesse seriamente, anche se adesso l’interesse sembra scemare con l’allontanarsi dell’emergenza pandemica.”
Camusso vs Meloni lavoro donne: necessità o realizzazione
Si è espressa anche sulla precarietà del lavoro delle donne e su un possibile cambiamento dei valori delle donne nel lavoro. La Camusso ha dichiarato: “ Il lavoro delle donne è stato per tanto tempo visto come una necessità economica delle famiglie, non come elemento di realizzazione. Sono stati superati alcuni stereotipi. Sembra maturata nelle donne un’altra convinzione. Le donne sono molto più istruite e decise a dichiarare i loro obiettivi di lavoro e non semplicemente la ricerca di un reddito. La prima cosa che le donne mettono in evidenza è il loro non riconoscimento. Il loro valore non viene riconosciuto né in termini di carriera, di retribuzioni o di responsabilità. Una non più giovanissima ingegnera di un’azienda mi raccontava che le dicono sempre che è molto brava. Ma se i suoi colleghi pari grado possono diventare responsabili di cantiere, a lei viene detto che è meglio restare in ufficio.”
La Camusso ha risposto anche sulla consapevolezza dell’esistenza delle discriminazioni. La senatrice ha detto: “ Questa consapevolezza non si traduce in reazioni concrete o in capacità di farsi valere. Spesso sono situazioni che vivono le singole. Però il fatto che ci sia una discussione esplicita tra le lavoratrici su questo è già una differenza rilevante rispetto al passato. C’è anche una difficoltà per una donna a pensarsi come un soggetto che può rivendicare.
Camusso vs Meloni lavoro donne: donne e migranti
Infine, la Camusso si è espressa sulla contrapposizione delle donne con i migranti usata dalla presidente del Consiglio Meloni. La senatrice ha detto: “ Non ha senso, intanto, se si considera quello che dicono quotidianamente tutte le associazioni imprenditoriali. Meloni nel suo discorso di presentazione della fiducia alle Camere aveva promesso alle imprese che avrebbe cercato di rimuovere tutti gli ostacoli. Invece sta facendo il contrario, perché la prima cosa che non vede è che c’è bisogno di manodopera e c’è bisogno di manodopera. Bisognerebbe smettere di parlare di migranti come di persone che non sanno fare nulla se non provare a venire in Italia. È un modo molto razzista di occuparsi di persone che vogliono solo costruirsi un avvenire. Noi li consideriamo un magma indistinto che al massimo può essere impiegato come manodopera dequalificata. Noi continuiamo a vedere i migranti come un carico e non come una straordinaria ricchezza.”



























