Cina, condannato a morte cittadino canadese: è crisi tra i due Paesi

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Canadese condannato morte Cina

Canadese condannato morte Cina, lo scorso martedì il tribunale cinese ha respinto il ricorso presentato dal condannato a morte per traffico internazionale di droga. Dietro la storia di Robert Llyod Schellenberg c’è una storia molto più complessa che vede coinvolti i due paesi. Inizialmente, l’uomo di 38 anni era stato condannato a scontare una pena di 15 anni per aver contrabbandato più di 200 chili di metanfetamine. Tuttavia, la sentenza è stata commutata in pena di morte quando la figlia del fondatore di Huawei e il CFO dell’azienda, Meng Wanzhou, era stata arrestata in Canada nel 2018.

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Canadese condannato morte Cina: la cronistoria

Canadese condannato morte CinaÈ da allora che le relazioni tra il Canada e la Cina arrivano ai minimi storici.
La figlia del colosso cinese della telefonia era stata fermata all’aeroporto di Vancouver su richiesta della giustizia americana. Infatti, proprio per quest’ultimi, Lady Huawei, era responsabile di diversi reati economici. Di fatto, è accusata di: frode bancaria e violazione dell’embargo sull’Iran. Dal momento del fermo ad oggi, la donna sta vivendo un esilio dorato in una sontuosa villa.
E qui che la situazione che precipita.
Subito dopo l’episodio Meng, la Cina arresta un manager e un ex diplomatico, entrambi canadesi, con l’accusa di spionaggio. Subito dopo arriva anche la modifica della pena di Schellenberg. Oggi arriva la decisione del tribunale di Lianoning, nel nordest della Cina, di respingere il ricorso presentato da Schellenberg contro la massima pena.

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La reazione del Canada

consiglio di stato, concorso cancellieri esperti, riforma giustizia processo penale, Canadese condannato morte CinaLa decisione del tribunale cinese arriva con un tempismo quasi perfetto. Il Canada, in questi giorni, deve stabilire se estradare Meng negli Usa. Da quest’ultimi, è vista come una pedina fondamentale nelle relazioni Usa-Cina.
Ci opponiamo alla pena di morte in tutti i casi e condanniamo l’arbitrarietà della sentenza del signor Schellenberg”, ha dichiarato Marc Garneau, ministro degli Esteri canadese, dopo la sentenza cinese. “Il Canada condanna fermamente la decisione della Cina e continuerà a chiedere clemenza per Schellenberg” ha specificato il ministro canadese.

L’unica possibilità che ha il “condannato”, forse, è legato a come verrà trattata Lady Huawei.

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