Cannabis, coltivarla non è più reato: lo dice la Cassazione

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Coltivare in casa quantità minime di cannabis, per uso personale, non è reato. Lo ha affermato la Corte di Cassazione circa un mese fa, il 19 dicembre 2019. Dunque, secondo la Corte Suprema, non sono reato le attività di coltivazione che non pregiudicano la salute pubblicané mettono in pericolo gli stessi coltivatori. I kit di coltivazione sono tra l’altro già molto diffusi, anche se prima nel coltivarli s’incorreva in rischi legali.

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Cannabis, cosa prevede la sentenza della Cassazione

Già nel 2011 la Cassazione aveva stabilito in una sentenza che la coltivazione domestica di una piantina di cannabis non può essere considerata offensiva.

A seguito di un ricorso presentato lo scorso ottobre, è stata emessa la sentenza della Cassazione riguardo la coltivazione di marijuana, che diviene legale in un caso ben determinato. Questa deve essere coltivata in piccole dosi e per uso personale. La sentenza, tuttavia, non comporta una modifica della legge. Il trattamento giuridico in casi di coltivazione in Italia sarà ugualmente svolto. Ciò non impedirà futuri processi nei confronti delle persone che godranno della coltivazione di cannabis in casa. La sentenza si avvale, potremmo dire, di un carattere legale difensivo.

Molti sono coloro che non approvano assolutamente l’opinione della Corte, ritenendola diseducativa e preoccupante. Il primo a esporsi è stato Massimo Gandolfini, leader del Family Day. “In questo modo si inventa un diritto a drogarsi che non ha alcun fondamento giuridico. Si alimenta una cultura dello sballo che oltre a minare l’integrità psicofisica dei giovani, è fra le maggiori cause di incidenti stradali mortali“.

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La sentenza e i vincoli posti dalla Corte Costituzionale

cannabisNon costituiscono reato le attività di coltivazione di minime dimensioni svolte in forma domestica. Attività di coltivazione che per le rudimentali tecniche utilizzate, lo scarso numero di piante e il modesto quantitativo di prodotto ricavabile, appaiono destinate in via esclusiva all’uso personale del coltivatore”.

La sentenza si è scontrata con i cori di proteste del Moige (Movimento Italiano Genitori). L’associazione si dichiara seriamente preoccupata per il messaggio dato ai giovani, con un conseguente calo della percezione di pericolosità della droga. A intervenire è stata anche la comunità di San Patrignano, che si esprime sull’esempio che la sentenza da ai giovani. Questi potrebbero crescere nella convinzione che l’uso di cannabis sia innocuo.

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È possibile coltivare Cannabis?

cannabisSe il fine non è lo spaccio ma l’uso personale e non si pregiudica la salute pubblica, coltivare marijuana in casa e in piccole quantità è legale.

Secondo il deputato M5S Matteo Mantero la sentenza amplia gli orizzonti della questione. Su Facebook ha infatti sottolineato che può portare a diversi vantaggi. Ad esempio, eliminerebbe il monopolio delle droghe leggere, concentrato nelle mani della criminalità organizzata. “La mia proposta per regolamentare l’auto-produzione è già depositata da inizio legislatura. Può essere un punto di partenza. Diamoci da fare”.

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