Cannabis libera, e non solo quella light: il nuovo disegno di legge del M5S

Riguarda la “legalizzazione” della cannabis il nuovo disegno di legge proposto in Senato dal Movimento 5 Stelle, si potranno coltivare fino a tre piante

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Si torna a parlare di cannabis in Senato, con il nuovo DDL proposto dall’esponente grillino Matteo Mantero. Il progetto rappresenterebbe un cambiamento radicale, senz’altro propenso verso la liberalizzazione. (Leggi anche: Plastica usa e getta, dal 2021 finalmente è stop! Siamo ancora in tempo?) Si potrebbero coltivare fino a tre piante e detenere determinate quantità di cannabis, programmati cambiamenti anche per la versione “light”. Un progetto fantastico per gli amanti della Maria, ma per ora niente di concreto: il tema cannabis non è nel contratto di governo. La controparte leghista, il Ministro Lorenzo Fontana, delegato per le politiche antidroga, si mostra ben poco propenso alla legalizzazione, addirittura valutando il nuovo DDL come una semplice “provocazione”.

Cosa prevede il nuovo DDL sulla cannabis

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La proposta di legge prevede la possibilità di liberalizzare la coltivazione domestica individuale fino a tre piantine massimo. Inoltre, come avviene per i cannabis social club in Spagna, verrebbe ammessa anche la coltivazione collettiva. Nello specifico 30 membri massimo potranno partecipare all’associazione, previa comunicazione e approvazione dalla Prefettura. Per quanto riguarda la detenzione il DDL è chiaro: 15 grammi in casa e 5 grammi fuori.

Previste novità anche per quanto riguarda la cannabis light, la versione povera di THC. In programma in questo caso un nuovo inquadramento per l’uso erboristico o alimentare e per di più un innalzamento del limite massimo di THC all’1%.

Il senatore Mantero si esprime a favore della legalizzazione in questo senso, presi in esame importanti dati statistici. Il consumo di marijuana è molto meno dannoso rispetto a quello di alcool e tabacco. Uno studio pubblicato su Scientific Report nel 2015 rivela che la cannabis è 114 volte meno letale dell’alcool. Quindi perché perseguire chi fuma uno spinello?

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I vantaggi della legalizzazione

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La vendita illecita delle droghe leggere è sicuramente un buon affare per le associazioni mafiose. Solo in Italia 5 milioni di persone si affidano al mercato nero per l’acquisto della sostanza. Il business è davvero proficuo e si aggira intorno ai 30 miliardi di euro: il 2% dell’intero Pil Nazionale. Dunque, perché non spostare questo equilibrio verso le Casse dello Stato? Senza contare che gli illeciti, pur di indurre alla dipendenza, aggiungono sostanze dannose ai “prodotti” che rivendono. Liberalizzare sarebbe dunque, per il ministro Mantero, ma anche per il 70% degli italiani, un brutto colpo alla criminalità organizzata, un buon guadagno per lo Stato, e ultimo, ma non per importanza, un bel passo avanti nella tutela della salute pubblica.

 

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