Cannabis terapeutica: l’Europa finalmente dice sì. L’Unione Europea ha infatti approvato l’utilizzo per scopi medici e farmaceutici della cannabis proveniente dal Lesotho. Una notizia che ha importanti risvolti non solo in ambito medicinale ma anche sotto l’aspetto economico e sociale. Vediamo il perché.
La startup del Lesotho (enclave in Sudafrica) MG Health è stata la prima ad ottenere la certificazione per esportare fiori di cannabis per finalità medicinali da parte dell’Unione Europea. Dai fiori della cannabis si estrae l’ingrediente farmaceutico attivo (Api) secondo il protocollo GMP (Good Manufacturing Practises) dell’UE. Un traguardo molto importante che apre scenari positivi per il trattamento del dolore cronico, nonché degli spasmi causati dalla sclerosi multipla. La MG Health, startup nata nel 2017, attraverso impianti di coltivazione e moderni impianti di lavorazione, ha creato le basi per una fiorente attività a circa 2000 metri sul livello del mare, nella zona montuosa del Lesotho.
Quella che fino a poco tempo fa veniva considerata esclusivamente come una droga, sta diventando un potente ausilio medicinale. Per questo i Governi stanno “ammorbidendo” le leggi se non addirittura andando verso la legalizzazione. Una ottima notizia non solo dal punto di vista medico, ma anche dal punto di vista economico e sociale. L’Africa, infatti, è il maggior produttore mondiale di cannabis. Attualmente, la MG Health confeziona circa 250 kg di fiori di cannabis su base mensile, su un’area coltivata di circa 5000 metri quadrati. Con l’inizio delle esportazioni verso i Paesi europei, l’obiettivo è quello di triplicare tale superficie.
La Mg Health è nata con importanti risvolti e finalità anche sociali. L’obiettivoè quello di dimostrare che anche l’Africa è in grado di costruire strutture e prodotti di livello mondiale. L’intento è quello di creare un circuito virtuoso all’interno del quale ciò che crea profitto vada a beneficio delle persone che vivono la realtà del luogo. Un maggior benessere domestico quindi, tramite istruzione, formazione e crescita sia personale che collettiva. Così da un lato la cannabis serverebbe a curare le persone, dall’altro a far crescere e migliorare la qualità della vita di un intero continente.