Caro bollette: in Senato discussione sui rincari, cosa cambierà? Il commento di Riccardo Nencini

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Caro bollette – Continua a correre il prezzo delle bollette. Da tre anni non si arresta la crescita. Da ottobre vertiginosa impennata nelle fatture di luce, acqua e gas. Finalmente domani al Senato approda in aula la discussione del decreto legge sul tema. Risolverà il problema? Vediamo nel dettaglio.

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Caro bollette: la problematica degli ultimi anni

caro luceL’incremento delle fatture di luce e gas non è iniziato ieri. Già alla fine del 2018 tre parlamentari iniziarono ad attenzionare il problema. Il senatore Riccardo Nencini, la senatrice Teresa Bellanova e il deputato Fausto Longo. Il governo di allora ritenne tuttavia tollerabile l’innalzamento e non operò e così fino al 2021.

Poi, con l’inizio dell’impennata dell’energia elettrica, del gas, dell’acqua e della benzina, il senatore Nencini ha letteralmente ingaggiato una “guerra” parlamentare: extra profitti e speculazione, lui denunciava già tra ottobre e novembre scorso, stavano colpendo le famiglie.

Il governo, con un palliativo, era intervenuto a inizio anno, ma è stato veramente poco. 3,8 miliardi stanziati in finanziaria contro i rincari di luce e gas. Un palliativo che non è tuttavia bastato. A inizio anno i prezzi di luce, gas e idrocarburi è tornato a crescere vertiginosamente: da gennaio 2022 già +65%, stando ai dati diffusi da AdnKronos.

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Caro bollette: le polemiche e gli interventi

bollette, caro bolletteCon la crisi russo-ucraina e la conseguente guerra, tutto è stato palpabile e chiaro. Tanto che anche il ministro Cingolani ha denunciato la speculazione sulle fonti energetiche con ricadute in bolletta. Fece scalpore e crearono molte polemiche le sue dichiarazioni. Ma i fatti gli hanno dato ragione, e ora governo e parlamento stanno procedendo per prendere serie contromisure. Soprattutto a margine dell’innalzamento dei prezzi in fattura nel solo 2022.

Domani al Senato inizierà la discussione sul decreto legge sui sostegni contro il rincaro bollette. Oltre ai già stanziati 3,8 miliardi, sono aggiunti ulteriori 1,7 miliardi per limitare l’aumento degli oneri in fattura per famiglie e imprese. Si preannuncia un ampio dibattito in aula, con battaglia sui 50 emendamenti che cercano di colpire gli extra-profitti di multinazionali del comparto energetico e di speculatori finanziari.

La soddisfazione del PSI è affidata alle parole del suo presidente, il senatore Nencini: “Abbiamo acceso la fiammella, ed è quello che conta

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Caro bollette: è scontro “a sinistra”

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Riccardo Nencini (foto dalla pagina ufficiale di Facebook)

Il PD nei giorni scorsi ha lanciato una campagna social proprio per alzare la voce. Contro i rincari, anche in bolletta, si è espresso anche il segretario Enrico Letta, parlando di obiettivo comune di Italia e UE, per bloccare l’aumento dell’inflazione, dei prezzi e del costo dell’energia. “Facciamo presto – scrive – subito misure contro gli aumenti”. Anche Sinistra Italiana di Fratoianni e Articolo Uno di Speranza e Bersani plaudono al decreto, ma in maniere diverse. SI è infatti critica sul decreto, pur riconoscendone l’intento. Non mancano neppure interventi di Italia Viva e 5 stelle. Un successo tutto sommato dei socialisti, che però non risparmiano critiche e polemiche.

Riccardo Nencini, presidente PSI, non ha mancato di far pesare il ritardo degli altri su un nodo affrontato negli scorsi mesi. “Bene perché finalmente il governo si fa carico del problema”, scrive il senatore sui social. “Male perché solo oggi tutti i partiti meno il PSI si sono accorti che c’era un problema per migliaia di famiglie”.

La polemica, insomma, è relativa al fatto di non essere stati ascoltati prima. “Dal 2018 noi contestiamo il costo esagerato delle bollette, lottiamo per abbassare il costo eccessivo di benzina e gasolio con mozioni, interrogazioni, campagne pubbliche”. Ma lamenta la solitudine e il mancato ascolto. “Insomma, ci preoccupiamo dei più deboli. A mani nude, perché non siamo al governo, non siamo nei consigli di amministrazione, la stampa ignora le battaglie dei socialisti”.

Insomma, per i Socialisti di Nencini è una vittoria. Ora c’è l’evidenza dei problemi delle famiglie italiane, che rischiano ora di spendere fino a 1.300 euro in più l’anno solo per luce e gas.

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