Cartelle esattoriali sospese da marzo 2020: da pagare entro il 2 agosto

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Stralcio cartelle esattoriali

Cartelle esattoriali sospese, ripresa dei pagamenti, scadenze delle rate e pignoramenti degli stipendi verranno riscosse entro agosto. L’Agenzia delle Entrate ha infatti reso noto la calendarizzazione delle riscossioni dei pagamenti sospesi da marzo 2020.

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Cartelle esattoriali sospese: da pagare entro il 2 agosto

contantiL’Agenzia delle Entrate ha comunicato una ripartenza dei pignoramenti delle quote sindacali e la ripresa dei pagamenti sospesi da marzo 2020. I primi effetti si avranno dal primo luglio, quando verranno pignorati parti dello stipendio ai contribuenti. Pertanto, fino alla fine di giugno non ci saranno recuperi coattivi e misure cautelari come fermi amministrativi ed ipoteche.  Inoltre, entro il 2 agosto bisognerà versare le rateizzazioni dei pagamenti al Fisco sospese da marzo 2020. L’Agenzia delle Entrate comunica la possibilità di richiedere una rateizzazione dei debiti senza pagare gli importi sospesi. La ripresa della riscossione ordinaria sarà pertanto diluita nel tempo e ragionevolmente nei prossimi due anni.

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Cartelle esattoriali sospese: controlli del Fisco continuano

nuove banconote pensione canone rai, giuseppe conte, decreto ristori quaterCi saranno anche novità sulle condizioni che stabiliscono la decadenza del beneficio ossia della dilazione.  Tale decadenza subentra dopo dieci rate non pagate invece di cinque come stabilito in precedenza. Aumenterà la soglia entro la quale non c’è l’obbligo di dimostrare lo stato di difficoltà da 60 mila euro a 100 mila euro. L’Agenzia delle Entrate ha comunicato una sanatoria fino a 5mila euro contenuti nelle cartelle emesse tra il 2000 ed il 2010. Ci sono state anche conferme dell’efficacia della cancellazione del carico a ruolo posticipata all’emanazione di un apposito decreto del ministero. Ciò dovrebbe avvenire non prima del 21 giugno. Nel frattempo, il Fisco effettuerà dei controlli sui dati dei contribuenti morosi. Tali controlli riguarderanno coloro che, per ottenere la cancellazione del debito, devono aver dichiarato nel 2019 un reddito inferiore a 30mila euro.

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