Napoli, polemica in ambulatorio contro l’epiteto “signorina” alle dottoresse

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cartello polemica dottoresse
Dalla pagina Facebook ufficiale dell'Asl Napoli 1 Centro

Cartello polemica dottoresse contro l’epiteto signorina in un Ospedale in provincia di Napoli. Le dottoresse dell’ospedale San Giovanni di Dio di Frattamaggiore si sono indignate per il fatto che non vengono chiamate dottoresse. Comunicato precedente dell’Asl Napoli 1 sull’argomento, ma con una mancanza.

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Cartello polemica dottoresse: no parità di genere

Fine pandemia CovidIl medico uomo viene normalmente identificato con l’epiteto “dottore”, mentre alle donne questo non accade sempre. Infatti, spesso, principalmente al Sud e da parte delle persone anziane, le dottoresse vengono chiamate “signorina”. Le dottoresse dell’ospedale San Giovanni di Dio di Frattamaggiore questa volta si sono indignate e hanno scritto un cartello contro. Si sono indignate e hanno considerato denigratorio l’epiteto “signorina” in quanto anche loro hanno studiato per essere dottoresse in Medicina. Così all’ennesimo episodio un gruppo di medici ha deciso di creare un cartello. Il cartello in questione riportava: “In questi ambulatori non esistono signorine. Firmato: le dottoresse”. E inevitabilmente il cartello, finito sui social, è stato oggetto di discussione, condivisione e dibattito. Non si conoscono però le reazioni dei pazienti degli ambulatori dell’Ospedale.

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Cartello polemica dottoresse: battaglia per un linguaggio inclusivo

Questo è stato l’ennesimo episodio di una battaglia per l’uso di un linguaggio inclusivo per uomini e donne. Le dottoresse raccontano che negli stessi corridoi gli uomini vengono chiamati dottori. Per questa ragione, hanno deciso di portare avanti una battaglia di genere interna all’ambulatorio. Riguardo all’episodio in questione, poco tempo fa c’è stato un comunicato dell’Asl Napoli 1 Centro. Il comunicato è stato effettuato per promuovere i requisiti linguistici paritari minimi per un uso non discriminante dei generi nel linguaggio. Il testo in questione prevedeva infatti alcune soluzioni tese ad evitare il solo uso del maschile nei ruoli amministrativi e sanitari. In verità però il comunicato dell’Asl Napoli 1 aveva omesso e probabilmente sottovalutato l’epiteto, spesso utilizzato, di “signorina“.

 

 

 

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