Casalino dimissioni Renzi lo esigerebbe. In queste ore di chiacchiere col presidente Mattarella e rinforzo delle schiere, il leader di Iv avrebbe una nuova mira. Il portavoce del premier deve farsi da parte o Renzi e i suoi non prenderanno parte alle trattative. Un colpo dopo l’altro in una schermagli che non ha più toni politici, ma personali. Casalino non cede e a chi chiede le sue dimissioni risponde: “Non mollo!“
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Casalino dimissioni Renzi e le pretese per la diplomazia

Un’Italia da spettacoli teatrali è ciò a cui assistiamo negli ultimi giorni. In piena pandemia, i leader del Paese si sfidano in colpi all’ultima poltrona. Dopo le dimissioni del premier Conte, Renzi ha un nuovo bersaglio: Rocco Casalino. Da risorsa a bersaglio? Sulle presunte voci che vogliono la sua dipartita, il comunicatore grillino risponde: “Io non mollo manco morto. Certo non mi dimetto perché lo chiede Renzi.” Il rapporto che vige fra Casalino e il premier sarebbe inoppugnabile. Sostenuto sia da Conte sia dal partito dei 5 stelle, il portavoce tornerebbe se dovesse esserci un Conte-ter. Non è la prima volta che viene chiesta la sua testa sulla forca. Nei mesi trascorsi tentativi sono stati mossi da Forza Italia e Fratelli d’Italia. Dal Pd e dalla Lega.
Ora tocca a Italia Viva, che pone le dimissioni di Casalino come conditio sine qua non per sedersi al tavolo delle trattative. Un sacrificio di Conte? Il comunicatore, tuttavia, risponde ancora: “Chi pensa di imporre al presidente del Consiglio i suoi collaboratori personali non sa di cosa parla e forse ha visto troppi film. Conte non ha mai pensato di cacciarmi e anche oggi è una fake news.”
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Casalino dimissioni Renzi, uno scontro che sa di personale

Tra Casalino e Renzi non scorre più buon sangue. Nessuna pace parrebbe esservi disponibile per placare animi sempre più furenti. Il comunicatore di Conte non starebbe facendo altro che il proprio lavoro, ma questo al leader di Iv non andrebbe giù. Diverse stoccate sono state mal digerite dal fiorentino che ora fa del portavoce un capro espiatorio. Agli esordi di Conte, Renzi aveva messo gli occhi sulle capacità oratorie e comunicative di Casalino. Qualcuno forse da portare nelle proprie schiere. Il successo e la forza comunicativa e d’immagine del portavoce sono tutti nel 70% di consensi che renderebbero forte l’avvocato pugliese.
Lo screzio sarebbe arrivato all’apice dopo un’affermazione di Casalino: “Se andiamo in Senato lo asfaltiamo, come è successo con Salvini“, poi smentita da Palazzo Chigi; ma a cui Renzi ha voluto comunque rispondere: “Questa non è una saga, non è una fiction, non siamo al Grande Fratello… Qui siamo al Quirinale“. Insomma, quali che saranno le sorti del Governo non è ancora dato saperlo. Quel che è certo è che gli scontri hanno meno valore politico e, di certo, più risentimento personale.
































