Caso MSI, La Russa celebra l’anniversario, la Sinistra: “Si dimetta”

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Nel giorno dell’anniversario dell’MSI La Russa e Rauti commemorano il partito filomussoniano. Per la Sinistra è una questione scabrosa, dai Verdi al PD, fino all’Anpi, dimostrata indignazione. Non solo, vengono chieste le dimissioni della Seconda carica dello Stato. Meloni, dopo giorni di silenzio, avrebbe espresso il suo disappunto verso i colleghi di partito. Ma la domanda è un’altra: perché si continua a commemorare il fascismo e ciò che gravita intorno?

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Caso MSI La Russa pubblica post commemorativo e la Sinistra insorge

Tutto ha avuto inizio il 26 dicembre 2022, passato Natale, passate quasi tutte le feste. Isabella Rauti, sottosegrataria della Difesa del Governo e nipote di Pino Rauti, segretario dell’allora partito MSI, commemorava il 76esimo anniversario dalla fondazione di un partito ricordato per la sua ammirazione per il Duce.
Il giorno seguente, come non bastasse, anche la seconda carica dello Stato, Ignazio La Russa, ha commemorato il partito con un post su Instagram nella memoria del padre.”Nel ricordo di mio padre, che fu tra i fondatori del Msi in Sicilia e che scelse con il Msi per tutta la vita, la via della partecipazione libera e democratica in difesa delle sue idee rispettose della Costituzione italiana”.

In misura più o meno similare, dai Verdi al PD, si è mossa l’indignazione della Sinistra. “il partito neofascista nato dalle macerie della Repubblica di Salò, alleata dei nazisti, antisemita e nemica della democrazia. Il presidente La Russa e la sottosegretaria Rauti non possono ricoprire i loro ruoli istituzionali e non distinguere il fascismo dalla democrazia” ha affermato il leader dei Verdi, Angelo Bonelli. Dal PD, invece, insorge Stefano Vaccari: “Solo qualche giorno fa hanno giurato sulla Costituzione antifascista ed ora esaltano fondatori, nascita e storia del Msi. Isabella Rauti e Ignazio La Russa sono incompatibili con i loro ruoli di governo e istituzionali. Una deriva culturale inqualificabile. Dimissioni!”.

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Commemorazione MSI La Russa e Rauti ricordano, ma Meloni è imbarazzata

Ciò che sembri o ciò che non è poco importa all’opinione pubblica e all’opposizione. Al Governo è richiesto rispetto, come è richiesto di non perpetuare la memoria di movimenti che sono lontani dall’idea di democrazia promulgata dalla nostra Costituzione. Liliana Segre, al momento della formazione del Governo, temeva insorgenze di questa natura. Ciò che suscita indignazione è che La Russa ha pubblicato quelle parole proprio nel giorno del 75esimo anniversario della promulgazione della Costituzione italiana. In sua difesa ha parlato il suo portavoce Emiliano Arrigo: “Mi domando se chi strumentalmente sta polemizzando abbia veramente letto il suo post nel quale ricorda il padre. La piena adesione del Msi alla democrazia e al Parlamento è storia e nessuno può negarla”.

Tuttavia, seppur si parli di affetti famigliari, anche l’Anpi, Associazione nazionale partigiani italiani, si dice scossa. “Con tutto il rispetto per i suoi affetti familiari, l’onorevole La Russa non ha ancora capito che è il presidente del Senato della Repubblica antifascista e non il responsabile dell’organizzazione giovanile del Msi. Il suo post è uno sfregio alle istituzioni democratiche”. Afferma il presidente Gianfranco Pagliarulo. Sia Rauti sia La Russa utilizzano l’espediente di commemorazione dei cari. Lo stesso La Russa inneggio al saluto romano durante i funerali del padre. Sul 25 aprile si dice assente, manderà dei fiori. I riflettori, dunque, si spostano su Meloni, sulla sua negazione di simpatia ai totalitarismo e agli estremismi, fascismo compreso. La presidente del Consiglio ha mostrato le sue lacrime durante la cerimonia dell’accensione delle luci dell’Hanukkah. “Ignominia delle leggi razziali” riflettevamo premier. Oggi, La Repubblica, fa sapere che fonti vicine alla presidente dichiarano il suo disappunto è giunto con una telefonata ai suoi colleghi di partito e di governo.

Tuttavia, qualcosa resta sotto le spoglie di commemorazioni famigliari, eventi di raccoglimento, pubblici e privati. Alcuni esponenti del Governo continuano a perpetuare la nostalgia tanto stigmatizzata dalla presidente del Consiglio. La stessa che continua a portare la fiamma mussoliniana come stemma di partito. Se il fascismo e le sue affiliazioni vengono negate dal Governo, perché le sue radici sono ancora così esposte fra le poltrone del Parlamento?