“Ecco cosa può fare l’Europa contro la guerra”: Cecilia Sala dialoga con i giovani ad Atripalda

0
157
Cecilia Sala

Sabato 28 marzo, dalle ore 16:00, presso la Biblioteca Comunale “L. Cassese” di AtripaldaCecilia Sala ha presentato il suo ultimo volume “I figli dell’odio”. Classe 1995, Sala è autrice di reportage dall’estero, in particolare nei Paesi dell’America Latina e in Medio Oriente. Nel 2020 pubblica il podcast “Polvere”, contro inchiesta in otto puntate sul caso dell’omicidio di Marta Russo.

L’autrice ha dialogato con Stefano Iannaccone, giornalista e firma del quotidiano “Domani” per le sezioni Politica ed Economia. L’incontro, organizzato dal Comune di Atripalda, nell’ambito del progetto “Giovani in Biblioteca”, con la collaborazione del Forum dei Giovani di Atripalda, è stata un’occasione di approfondimento sui temi dell’attualità internazionale.

Ti consigliamo come approfondimento – Merola incanta il Teatro Totò

Cecilia Sala in dialogo con i giovani: “Ecco cosa può fare l’Europa contro la guerra”

A fine evento, in una sala gremita oltre ogni ordine di posti, Cecilia si è lasciata andare a molte riflessioni e ha risposto alle domande di alcuni dei ragazzi presenti.

Cosa può fare l’opinione pubblica europea per intervenire direttamente e ribadire il suo No alla guerra?

L’Europa non è in grado di modificare i calcoli di Trump. Ma possiamo dire dei no, come quando abbiamo scelto di non andare ad aprire lo stretto di Hormuz.

Quanto conta il senso di colpa della Seconda Guerra Mondiale nella valutazione delle azioni di Israele?

Dovremmo applicare la stessa lucidità che applichiamo con chiunque anche per il popolo di Israele e credo che con gradazioni diverse i popoli europei lo hanno capito. La questione Gaza la paghi con i voti e questa è una cosa che è emersa. Vero è che Israele è un paese sempre meno laico e il governo sembra in una missione messianica. Inoltre in Israele si fanno sempre più figli (tra le medie più alte del mondo insieme alla Somalia).

Cosa sta accadendo adesso in Iran?

Sta accadendo che l’Iran è sotto attacco da parte degli Stati Uniti e di Israele. Il problema è che Israele ha un piano chiarissimo (disarmare la potenza nucleare iraniana e far cadere il regime) mentre gli USA no, e così è Israele a portare avanti gli Stati Uniti. Ma appena Trump deciderà che la guerra deve finire, gli israeliani non avranno alternativa se non quella di mettersi a un tavolo e trattare.

Ti consigliamo come approfondimento – Stefania Lay incanta il Teatro Troisi

Cecilia Sala in dialogo con i giovani: “Adoro il mio lavoro”

Perché fai questo lavoro?

Perché è un lavoro molto bello. Si notano i rischi, i pericoli, la fatica, ma è un lavoro che è molto di più. Nelle aree di guerra e di crisi mi sono ritrovata a fare le discussioni più intense della mia vita, perché lì cadono le maschere, anche se è una persona che conosci da poco tempo. Quelle conversazioni me le porto dietro dai miei viaggi, insieme alla curiosità e alle scene rivelatrici che tu vedi direttamente, non mediate da altri. E questa è una soddisfazione impareggiabile, anche se i costi possono essere alti.

Ti consigliamo come approfondimento – Voci da Oscar, la nostra intervista esclusiva

Cecilia Sala in dialogo con i giovani: le dichiarazioni a caldo dei presenti

Tutti i presenti sono stati entusiasti dell’evento. Ecco per esempio l’opinione di Leonardo Festa, docente.

Credo che sia importante ascoltare una testimonianza come quella di Cecilia Sala, soprattutto per il racconto che fa dei territori di guerra. Inoltre sa usare un linguaggio veloce, adatto alle giovani generazioni. Io spesso uso i suoi podcast per far riflettere gli alunni sul suo stile, che non è fazioso ma tira in ballo dei parametri di lettura importanti.