Cimiteri dei feti in Italia: ecco dove sono e come funzionano

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cimiteri dei feti

La notizia dei cimiteri dei feti ha sollevato un forte dissenso. La storia ha avuto rilievo in seguito a un post su Facebook diventato presto virale. Si tratta di cimiteri in cui sono seppelliti i bambini mai nati, a seguito di aborti. Sulle lapidi, però, non c’è il loro nome ma quello delle donne che hanno abortito. Una pratiche che nasce con l’intento di dare modo ai genitori di elaborare il dolore di un lutto perinatale. Tuttavia, suona ancora una volta come un modo per punire le donne, colpevolizzando la libera scelta dell’aborto.

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Aborto: libera scelta o colpa?

cimiteri dei fetiIl dibattito sull’aborto è una questione sempre aperta e attuale. Capita, infatti, che nel 2020, una donna che abortisce possa trovare, a sua insaputa, la tomba del proprio feto in un cimitero con sopra scritto il suo nome.

Il feto è seppellito con rito religioso, accanto a una croce che porta il nome e il cognome della madre, con la data dell’aborto. Una storia drammatica, che ancora una volta punta il dito contro le donne e il loro diritto di scegliere di interrompere una gravidanza. Ciò, infatti, avviene spesso all’oscuro delle donne, senza tener conto del loro credo o della loro privacy.

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Cimiteri dei feti: dietro ci sono le azioni religiose

cimiteri dei fetiDietro difficili storie d’aborto, troviamo donne ulteriormente offese e denigrate per aver compiuto una scelta. Dietro gli ormai tristemente famosi cimiteri dei feti, ci sono diverse associazioni religiose, tra cui Difendere la vita con Maria (ADVM). L’associazione di volontariato di Novara, nata nel 1999, è tra le prime a stringere accordi con aziende ospedaliere e Comuni riguardo i prodotti abortivi, ovvero ciò che resta in seguito a un aborto terapeuticospontaneo o in caso di interruzione volontaria della gravidanza. È proprio attraverso questi prodotti che l’associazione istituisce un vero e proprio cimitero di bambini mai nati.

Può sorprendere, ma l’associazione agisce nella completa legalità. Sostenuto da numerose aziende ospedaliere, Comuni e ASL, l’operato di ADVM rientra nel quadro delle norme riguardanti la sepoltura e lo smaltimento dei bimbi nati morti, dei “prodotti abortivi” (20-28 settimane) e dei “prodotti del concepimento” (meno di 20 settimane) considerati rifiuti ospedalieri speciali.

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Cimiteri dei feti: dove sono

cimiteri dei fetiI cimiteri dei feti sono presenti su quasi tutto il territorio nazionale. Il presidente dell’associazione ADVM, Don Maurizio Gagliardini, ha infatti dichiarato che l’associazione in questione si occupa della sepoltura dei feti in un centinaio di comuni italiani. L’ADVM è dotata inoltre di un numero verde. In un territorio in cui non esistano convenzioni, “chi di dovere” può semplicemente chiamare.

Sono diverse le regioni in cui esistono cimiteri dei feti. Tra queste Lazio, Piemonte, Lombardia, Liguria, Veneto e Sardegna.

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