Cinema e teatri ancora chiusi: il male della società è il Covid o l’ignoranza?

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Teatri e cinema chiusi da quasi un anno stanno pagando il prezzo altissimo del lockdown e delle misure anti-epidemiche previste dal governo. Una crisi della cultura che è una crisi di valori, che sta assottigliano irrimediabilmente lo spessore umano della nostra società. 

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Cinema chiusi fino a marzo: cosa dice il nuovo DPCM

cinema Regione Campania, cinema chiusiCon il nuovo DPCM, in vigore dallo scorso 16 gennaio, il governo ha prolungato la chiusura di cinema e teatri fino al 5 marzo. L’ennesima misura di contenimento al dilagare dell’epidemia da Covid-19. Nel testo del nuovo decreto si legge: “Sono sospesi gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto”. Solo i musei hanno la possibilità di restare aperti nelle zone gialle, da lunedì a venerdì e con ingressi contingentati.

Il mondo della cultura sta pagando un prezzo altissimo a causa della pandemia. Con le sale cinematografiche e i teatri chiusi da quasi un anno, l’impossibilità di tenere concerti e eventi culturali, la speranza degli addetti ai lavori si affievolisce sempre più. Nel 2020 meno 71% di incassi e presenze al cinema rispetto all’anno precedente. Una vera e propria catastrofe per il settore.  Un miliardo e 112 milioni di euro sono stati stanziati dal Ministero dei Beni Culturali per il settore in crisi. Cassa integrazione per i lavoratori costretti all’inattività, ovviamente, ma anche potenziamento del tax credit e ristori per le sale.

Aiuti a singhiozzo, tardivi e insufficienti – denunciano gli interessati. In gioco c’è non solo la ripresa di un’attività produttiva, ma anche il riconoscimento del ruolo e del peso della cultura nell’economia complessiva di una nazione, la convinzione che la cultura sia necessaria per riaccendere la voglia di ripartire del nostro paese.

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“Le epidemie portano le persone a chiudersi in loro stesse” secondo uno studio

Netflix, cinema chiusiLa necessità di contenere i contagi e di fronteggiare il dilagare dell’epidemia ha costretto governi di tutto il mondo a chiudere ogni luogo pubblico. Anche i cinema non fanno eccezione a queste restrizioni. Non si tratta di luoghi come gli altri, centri che offrono un servizio come a pagamento qualsiasi. I cinema sono portali verso altri mondi, chiavi di accesso per avventure fantastiche e ai limiti del credibile. Soprattutto, sono luoghi in cui le emozioni sono condivise con decine di sconosciuti in un momento di socialità unico.

Un articolo di Kristian Blickle, ricercatore finanziario, pubblicato nel giugno 2020, spiega come la pandemia possa avere effetti negativi sulla scuola e sulla cultura. Partendo dall’osservazione delle conseguenze dell’influenza spagnola degli anni ’20, Blickle sostiene: “Le epidemie portano le comunità a chiudersi in loro stesse, ad avere meno interesse per la cultura e l’educazione. Questo le rende più ricettive verso i messaggi razzisti e nazionalisti.” Insomma, un disastro in termini umani e sociali.

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Cinema chiusi: lo streaming può essere davvero la soluzione?

Netflix, cinema chiusiCome risolvere, o almeno tamponare, questa perdita immensa? Negli ultimi mesi il consumo domestico dei prodotti dell’arte è stato fortemente incentivato. Piattaforme streaming per la visione di film, spettacoli e concerti, ma anche mostre ed eventi creati ad hoc in musei virtuali. Tutto si è confinato nelle pareti di casa, nei pochi pollici dello schermo di un cellulare o di un tablet. Indubbiamente, molti sono i vantaggi dello streaming: poter recuperare vecchi film che altrimenti non si potrebbero vedere; esplorare la natura selvaggia grazie a scorpacciate di documentari; vedere e rivedere il proprio film preferito milioni di volte; lasciarsi sedurre da una locandina senza temere di sprecare i soldi del biglietto.

Quello che manca è la condivisione, il comune stupore per un inaspettato colpo di scena nel buio di una sala. Nessuna piattaforma streaming, neanche la più avanzata, ci potrà restituire questa sensazione.

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