Allattamento: i 5 consigli utili per mamme e neomamme

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Allattamento

L’allattamento è la prima forma di contatto e comunicazione che il bambino sperimenta. I suoi vantaggi sono scientificamente riconosciuti a livello mondiale. Infatti, si consiglia alle mamme di allattare il proprio piccolo all’incirca fino al sesto mese, specificando che il latte materno resta la fonte di nutrizione primaria anche dopo l’introduzione di alimenti complementari.

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Allattamento al seno: una relazione di affetto fra bambino e mamma

AllattamentoL’allattamento al seno è un processo fondamentale nel legame madre-e figlio subito dopo il parto. Capita, però, che dopo il parto il latte tardi ad arrivare. Così, nella donna può sorgere il dubbio (infondato) di essere incapace di nutrire il proprio bambino e di non poter godere di questo rapporto esclusivo. 

Ecco allora che piccoli accorgimenti sono fondamentali per sostenere e informare mamme consapevoli. In tal modo, si vivrà un post gravidanza privo di stress e sensi di colpa.

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Allattamento: se il latte non arriva?

AllattamentoC’è chi dice che per stimolare la produzione di latte basti bere birra o mangiare del formaggio. In realtà è tutto molto più semplice. Esistono pratiche indolori che stimolano il riflesso ossitocinico, ossia la discesa del latte, come un semplice massaggio al seno o impacchi caldi sulla mammella.

Il massaggio al seno è una pratica semplicissima che stimola la discesa del latte. Viene praticato manualmente, come una spremitura, per almeno cinque minuti. Si tratta di un movimento che effettua anche il piccolo attaccato al seno: con la manina tende a premere sul seno materno e con la suzione stimola l’ipofisi che rilascia l’ossitocina e la prolattina nel sangue materno. 

Ancora più semplice è individuare il giusto attacco del bambino al seno. Questo sia per evitare di traumatizzare il capezzolo, sia per facilitare il trasferimento di latte. Il giusto attacco prevede che il naso del bambino sia all’altezza del capezzolo. Mento e labbro inferiore toccano il seno, permettendo la retroflessione del capo e l’apertura della bocca. La mamma avvicina il bambino al seno, lasciando visibile una parte dell’areola superiore. Questo indica che le guance del neonato sono piene, il capezzolo tocca il palato molle e può cominciare la suzione.

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Posizioni per un corretto allattamento

AllattamentoPer garantire la discesa del latte, esistono posizioni che consentono al bambino di trarre nutrimento senza ostacoli e affaticamento.

  • “A culla”. Il bambino è sostenuto con l’avambraccio corrispondente al seno a cui è attaccato. La testa è retroflessa e sostenuta. La mamma ha la schiena leggermente reclinata e le gambe su un rialzo;
  • “Posizione di transizione”. Il bambino è sostenuto dal braccio opposto rispetto al seno a cui si attacca. L’avambraccio sostiene tutto il corpo;
  • “Rugby”. Il bambino è supino, sistemato su un fianco e sostenuto dal braccio del seno offerto. Il palmo della mano sostiene la nuca del piccolo e l’avambraccio accompagna tutto il corpo; 
  • La madre è sdraiata, posta su un fianco. Il bambino è sostenuto dalla mano a mezza schiena, con il naso puntato all’altezza del capezzolo; 
  • Posizione naturale o biologica. La mamma è in posizione semi-reclinata supina, con spalle e teste appoggiate a un sostegno morbido (cuscini o spalliera). Il bambino è prono difronte a lei e con la punta del naso all’altezza del capezzolo. Il corpo viene sorretto da entrambe le mani della madre.

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