Ciro Grillo, nuova accusa dai Pm: revenge porn, i video finiscono in rete

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Ciro Grillo video in rete e visti da troppe persone. I Pm sardi pronti ad avanzare una nuova accusa: revenge porn. La pulce è stata introdotta prima dal padre, Beppe Grillo, e poi dalla compagna dello stesso. Entrambi hanno dichiarato di aver visto i video di quella notte. Anche amici e conoscenti avrebbero appreso i fatti da filmati personali. I genitori della presunta vittima amareggiati, una violenza che si aggiunge alla precedente.

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Ciro Grillo video della notte visto da troppi: accusa di revenge porn

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Da YouTube, video di Beppe Grillo in cui tenta una difesa per il figlio accusato di stupro

Ciro Grillo e complici, o amici, vedono la loro posizione complicarsi ancora. Per i Pm di Tempio Pausania all’accusa di stupro di gruppo si aggiungerebbe il revenge porn. In troppi avrebbero visto i filmati di quella notte. Video privati che dovevano restare secretati e a uso esclusivo dell’indagine. Il primo a parlarne apertamente è stato il padre di Grillo, il pentastellato Beppe. Nel suo filmato in difesa del figlio, Grillo senior ha dichiarato di aver visto i filmati, dai quali, secondo la sua opinione, si poteva vedere un gruppo di persone che si divertivano. Parvin Tadjik, moglie di Grillo, ha dichiarato la medesima cosa. Si aggiunge al coro un’amica di infanzia di Grillo jr. A Non è l’Arena, su La7, la ragazza ha cercato invano di difendere l’amico. Anche lei, come altre persone, hanno preso visione delle riprese dell’atto consumato nella notte del 16 luglio 2019.

I video choc rivelano, inoltre, che i ragazzi avrebbero utilizzato anche maniere violente. La ragazza sarebbe stata presa a botte e a schiaffi. Apprendiamo, nelle ultime ore, Paolo Costa, avvocato di Vittorio Lauria, ha abbandonato il caso. Lauria figura nel gruppo dello stupro. L’avvocato avrebbe dichiarato “Ho rinunciato al mandato per divergenze con il mio assistito sulla condotta extraprocessuale da tenere, specie in processi come questo“. In seguito alle dichiarazione rilasciate da Lauria durante la puntata di Non è l’Arena.

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Ciro Grillo video in rete, genitori della vittima: “come se il corpo di nostra figlia fosse un trofeo”

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Dai social di Ciro Grillo

Video hot, video privati, video personali. Frammenti di fotogrammi condivisi con amici e parenti. Prove di un’indagine che si macchia sempre più di ingiustizia, complicando il giusto processo dell’equità. Cathy La Torre, avvocata molto influente su Instagram, sul suo profilo lancia una bomba. I video sarebbero stati divulgati sui canali Telegram. Materiale divulgato in rete. Una violenza che si aggiunge alla precedente. La diffusione di quei materiali, così come la condivisione e persino la visualizzazione costituisce reato. Un reato che si perpetua e si aggiunge agli altri: tutti impuniti.

I genitori della, presunta, vittima insorgono. La rabbia non riesce a placarsi. Il corpo della propria figlia è in indagine e a giudizio di chiunque. Adesso, quel corpo è visto da chiunque.  “Abbiamo appreso che frammenti di video intimi vengono condivisi tra amici, come se il corpo di nostra figlia fosse un trofeo: qualcosa che ci riporta a un passato barbaro che speravamo sepolto. Confidiamo nel fatto che tutto questo fango sarà spazzato via facendo emergere la verità. Abbiamo dato mandato al nostro legale di agire in sede giudiziaria contro tutti coloro che a qualsiasi titolo partecipano a questo deplorevole tiro al bersaglio“. La legale della famiglia della vittima, Giulia Bongiorno, ha controbattuto con delle denunce.

Ciro Grillo e compagni si difendono continuando a parlare di falsità, fango rigettato su di loro. Non bastasse ciò, in alcune pagine di noti quotidiani, come Repubblica, spunta l’insinuazione che la titubanza della ragazza a denunciare l’accaduto fosse dovuta a una forma di ricatto per l’esistenza di tali video che ne demolissero l’accusa. Un modo, sempre originale, per guardare alla vittima non come parte lesa, ma come parte attiva.

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