La coach Ania Giordano e il segreto per “Smettere di Accontentarti”

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La life, business coach e trainer, Ania Giordano, autrice del libro “Accontentarti? Mai  -Riappropriati della tua vita ritrovando la giusta direzione“ lanciato su Amazon il 12 aprile e divenuto best seller in classifica generale in sole tre ore, si racconta per la nostra rubrica “AltriMenti”. Anche lei ha scelto di stravolgere la propria vita e seguire le sue passioni, riuscendo a trasformarsi nella persona che ha sempre desiderato essere.

Il coach ti accompagna nel raggiungimento dei tuoi obiettivi

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Il libro divenuto best seller

Ania, Parlaci un po’ di te…

Ciao. Ho 40 anni e sono nata a Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli. Devo dire che proprio la veracità partenopea mi ha spinto a uscire da certi schemi sociali e provinciali che, sinceramente, mi andavano stretti già da bambina. Per cui, nonostante avessi un lavoro stabile (dall’età di 19 anni) in una nota azienda di telefonia, ho continuato a studiare giurisprudenza e poi a formarmi assiduamente attraverso master di comunicazione. Dopo 10 anni di studi continui e dopo essermi certificata prima come counselor e poi come coach, ho deciso di dimettermi e dedicarmi alla mia Mission: risvegliare le eccezionali potenzialità di ogni essere umano, quindi, guidare gli altri a realizzare la vita che desiderano e meritano.

 

In cosa consiste il lavoro di coach?

“La figura del coach nasce nel mondo sportivo. È il professionista che, con tecniche pratiche, accompagna la persona da un punto A a un punto B, affinché realizzi l’obiettivo desiderato. Si lavora, quindi, attraverso un percorso strutturato di trasformazione e di crescita interiore, su obiettivi concreti e ben formati (in qualunque ambito), superando le cosiddette convinzioni depotenzianti che limitano le proprie abilità. Di fatto, quando una persona si convince di poter fare una determinata cosa troverà il modo per riuscirci. Si potrebbe dire che il coach è un “agevolatore” della crescita e della realizzazione di una persona.“

Come e quando è nata l‘idea di scrivere un libro? Quale messaggio hai voluto trasmettere?

Ho sempre amato scrivere. Da ragazzina scrivevo poesie e piccoli racconti e ho sempre pensato che prima o poi avrei scritto un libro mio. Questo, in particolare, nasce un po’ dalla spinta emotiva (o lietmotiv) della mia vita: ribellarsi alle convinzioni, agli obblighi e alle convenzioni sociali per seguire il vero scopo per cui siamo nati. La vita non è accettare ciecamente ciò che gli altri (o la società) ci impongono di essere. Per questo ho cominciato a documentarmi, non volevo accontentarmi, volevo scoprire la mia vera missione di vita. Durante il mio percorso di trasformazione ho avuto modo di appurare che tutti abbiamo il diritto e il dovere morale di realizzare i nostri sogni, che non sono fatti per restare nel cassetto. Ognuno dentro di sé ha un potenziale immenso e ha l‘obbligo di non sprecarlo.

Il tuo libro è diventato best seller in sole tre ore. A cosa attribuisci questo successo?

Siamo in un periodo storico che definirei di “risveglio”. Le persone sono stanche di sopravvivere, vogliono vivere. Secondo me hanno bisogno che qualcuno gli dica che c’è speranza anche per loro. Questo è il momento per fare grandi cose. Il mondo è pieno di ricchezza, bisogna solo individuare la strada giusta. Secondo me il successo del libro è dovuto a questo.“

Che consiglio daresti a un ragazzo appena diplomato che sta per scegliere il proprio percorso di vita?

A un giovane direi di seguire le proprie passioni e le proprie attinenze. Di pensare a lungo termine e di comprendere subito le conseguenze dell’accontentarsi. Quindi: di ricercare continuamente, documentarsi e dare spazio alle proprie potenzialità. E, se il progetto non dovesse risultare chiaro da subito, di continuare a provare e sperimentare fino alla comprensione della propria Mission.“

A un trentenne, invece, che magari non si riconosce in ciò che fa, cosa diresti?

coachNon è mai troppo tardi per ricominciare. Io stessa a 39 anni ho lasciato l’azienda in cui lavoravo e sono partita da zero, investendo su di me e sulle mie passioni. Se si sente di star percorrendo una strada sbagliata, per quanto questa possa dare una stabilità economica, si è sempre in tempo per cambiare rotta. Non c’è limite a ciò che siamo in grado di fare. Io ad esempio non avrei mai immaginato di poter correre la maratona di New York (in realtà ne ho corse addirittura due). Non c‘è peggior prezzo da pagare che vivere una vita fatta di infelicità per un pizzico di stabilità. Il mio libro infatti termina proprio con: «È possibile, tu puoi, te lo meriti!»

Come Ania Giordano, anche noi di Informa Press siamo convinti che:

“Sognare non è da matti, ma da coraggiosi”.

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