Colon irritabile? Ritroviamo equilibrio e benessere intestinale con l’aiuto dei probiotici

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La salute del nostro organismo dipende in gran parte dall’equilibrio intestinale. Quando questo delicato equilibrio si rompe, possono comparire spiacevoli disturbi. Come ovviare? Entrano in gioco i probiotici, batteri buoni ad azione benefica sul nostro intestino. Conosciamoli e scopriamo le loro funzioni.

Irritabilità intestinale, molti di noi ne soffrono

La sindrome dell’intestino irritabile, definita anche “colite spastica” o “colon irritabile”, si presenta tipicamente con un fastidio o dolore addominale, che migliora dopo l’evacuazione. L’intestino può essere stitico, diarroico oppure di tipo misto, ossia con alternanza fra stipsi e diarrea (si parla di alvo alterno).

L’andamento del colon irritabile è cronico, con carattere fluttuante. Nel corso degli anni le riacutizzazioni dei sintomi possono coincidere con eventi stressanti, sia di tipo fisico (interventi chirurgici, infezioni virali o batteriche), sia di tipo psicologico (stress, separazioni, lutti).

Le cause dell’irritabilità intestinale sono molteplici e, nello stesso individuo, non è riconoscibile un singolo fattore scatenante:

  • Fattori biologici, come la predisposizione e la suscettibilità individuale, alterazioni della motilità del tratto digestivo, la percezione soggettiva del dolore, alterazioni della flora batterica e infezioni intestinali.
  • Fattori comportamentali (dieta non regolare, abitudini sbagliate come la sedentarietà);
  • Intolleranze e allergie alimentari,
  • Utilizzo cronico di farmaci (anti-infiammatori, antibiotici)
  • Stress.

Scopriamo l’importante funzione della microflora intestinale

La flora batterica presente nel tratto gastrointestinale contribuisce a mantenere lo stato di salute del nostro organismo, svolgendo in particolare alcune, fondamentali funzioni:

  • Stimola il sistema immunitario;
  • Funge da barriera contro le infezioni, producendo antibiotici naturali;
  • Mantiene la regolare funzionalità intestinale;
  • Contribuisce ad attivare diverse funzioni metaboliche necessarie alla nostra salute;
  • Assorbe nutrienti e minerali, come ad esempio calcio, magnesio, ferro.

Ciascuno di noi possiede una microflora unica che dipende da fattori genetici, alimentari, ambientali (impronta digitale batterica o fingerprint batterico). La popolazione microbica può essere suddivisa in relazione al comportamento dei batteri della flora intestinale verso l’ospite umano:

  • Microrganismi benefici;
  • Microrganismi potenzialmente dannosi.

Può accadere che il fisiologico equilibrio della microflora intestinale si alteri, con evidenti variazioni della composizione microbica. Questa situazione può dare luogo a disturbi intestinali fastidiosi.

L’alterazione dell’equilibrio tra microrganismi benefici e dannosi è detta “disbiosi intestinale”. Tale condizione provoca una serie di sintomi relativi prevalentemente al tratto gastrointestinale. Ecco i principali:

Ecco alcune tra le cause della disbiosi intestinale:

  • Intolleranze alimentari;
  • Infezioni intestinali;
  • Parassitosi;
  • Fumo;
  • Stipsi;
  • Alcool;
  • Stress;
  • Sedentarietà;
  • Dieta scorretta.

Scendono in campo i probiotici, i batteri buoni alleati del nostro intestino

I probiotici entrano in gioco in ogni situazione di disbiosi intestinale, cioè ogniqualvolta la microflora intestinale risulta alterata, come abbiamo visto. Cosa sono i probiotici? Si tratta di microrganismi non dannosi, cioè batteri “buoni” i quali, ingeriti per bocca, esercitano funzioni benefiche per il nostro organismo.

I probiotici agiscono in varie direzioni:

  • Inibiscono i microrganismi patogeni, contrastandone l’azione dannosa;
  • Migliorano la barriera intestinale: producono la mucina, che riveste la parete intestinale, e producono sostanze che consentono alle cellule intestinali di funzionare al meglio;
  • Stimolano il sistema immunitario;
  • Esercitano un’azione antinfiammatoria sulle pareti intestinali.

Per essere definito “probiotico”, un microrganismo deve rispettare alcune caratteristiche:

  • Non deve essere patogeno, ossia non deve essere dannoso;
  • Deve essere di origine umana;
  • Deve resistere agli antibiotici;
  • Deve essere gastroresistente, cioè resistente all’acidità dello stomaco e all’azione della bile, un liquido prodotto dal fegato;
  • Deve aderire alla mucosa intestinale, riproducendosi;
  • Deve contrastare l’azione dei microrganismi patogeni, producendo naturali sostanze antimicrobiche;
  • Deve avere una concentrazione di almeno un miliardo di cellule vive per ceppo.

Come abbiamo visto, i probiotici sono microrganismi benefici. Se assunti per bocca, essi possono replicare e colonizzare il tratto intestinale per rigenerare la microflora e contribuire allo stato di salute del nostro organismo. Abbiamo anche visto che ciascuno di noi ha una propria “impronta digitale batterica” o “fingerprint batterico”.

Proprio per questa ragione, è importante assumere prodotti che contengono probiotici in grandi quantità e di specie diverse. Infatti, grazie a questa varietà di quantità e specie, sarà maggiore la probabilità che i probiotici colonizzino l’intestino con le specie già esistenti, agendo in sinergia per contrastare l’azione dei patogeni.

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