Confcommercio si scusa per la campagna sessista, ma è bufera social

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Confcommercio di Lucca e Massa Carrara pubblicizza un servizio con una locandina in cui è rappresentata una famiglia patriarcale. Sicuramente negli anni ’50 sarebbe passata inosservata ma oggi la campagna sessista scatena la bufera. Dopo aver ritirato l’immagine, il direttore Rodolfo Pasquini si è detto spiazzato dai “toni”. Nel messaggio di scuse Confcommercio si è detta estranea al sessismo. 

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Campagna sessista della famiglia patriarcale di Confcommercio

Immagine rimossa dal profilo di Confcommercio Lucca Massa Carrara

Il progetto iniziale era quello di pubblicizzare un servizio psicologico messo a disposizione dall’azienda per i dipendenti. “Per chi stia attraversando un momento difficile” si legge sul profilo della Confcommercio di Lucca e Massa Carrara. La campagna sessista, contestatissima, rappresenta un uomo lavoratore, l’unico con un volto definito, che “guarda speranzoso al futuro“. Accanto sua moglie, senza identità ma delineata come “la sua famiglia”. Suo figlio rappresentato come il suo futuro. L’immagine sessista dell’azienda per pubblicizzare lo sportello psicologico per famiglie, ha però creato un’indignazione generale

I commenti al post costringono la società a fare un passo indietro ed eliminare l’immagine. Poche ore dopo spuntano le scuse

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Campagna sessista: le scuse del direttore di Confcommercio

Le scuse da parte di Confcommercio Lucca e Massa Carrara arrivano subito dopo la rimozione del post. La società si dice spiazzata e colpita dai toni che, per sua natura di Associazione rispettosa della sensibilità altrui, non è abituata a “subire”. Delle scuse dai toni irriverenti e sulla difensiva in quanto l’azienda si dice estranea a qualsiasi forma di sessismo. 

Mai e poi mai Confcommercio Imprese per l’Italia avrebbe pensato di sentirsi rivolgere l’accusa di sessismo concetto estraneo e lontano dal nostro modo di agire e pensare“. Il sessismo interiorizzato, piaga del nostro secolo, crea un atteggiamento di negazione invece di migliorare un’attitudine che purtroppo ci portiamo dietro. 

Nel messaggio di scuse si fa riferimento ad aspetti che al grande pubblico dei social sono sfuggiti. Le donne, nell’azienda, ricoprono ruoli importanti. Direttrice o Vicepresidente sono le figure “apice” dal punto di vista tecnico e politico e molte donne ricoprono quei ruoli. Ma nella locandina la donna è descritta solo come “moglie, famiglia”. La mancata rappresentazione di una figura “figlia”, ma solo di un “figlio”, fa sì che l’idea sia quella che il futuro sia nelle mani maschili. Nella campagna la figura femminile ricopre un unico ruolo, quello appunto di moglie e madre di famiglia. Da qui le critiche molto feroci verso una posizione che le scuse non hanno fatto altro che peggiorare.

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