Cane di 12 anni muore, padrona chiede permesso da lavoro ma le viene negato: “Mi sono licenziata”

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minorenni impiccano cane

Congedo lavoro cane. Il video una donna che racconta del lutto del suo animale a 4 zampe diventa virale su TikTok. La richiesta da congedo lavoro negata ha aperto un acceso dibattito sui social. 

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Congedo lavoro cane: il video virale su TikTok

Porta Potty cane, congedo lavoro cane “Ho chiesto il giorno libero per piangere da sola la perdita del mio cane di 12 anni e il mio capo ha detto di no e io me ne sono andata”. Lo racconta una giovane ragazza americana su TikTok. Dalla sua macchina dopo aver lasciato il suo lavoro Sarah si sfoga sui social raccontando della triste perdita del suo animale domestico. La donna racconta di aver saputo a metà della sua giornata lavorativa di aver scoperto via telefono che il suo cane era stato sottoposto ad eutanasia. Scossa dopo la notizia è riuscita a terminare il suo turno di lavoro, appoggiata anche dai colleghi che l’hanno consolata. 

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Congedo lavoro cane: la richiesta di un giorno di permesso 

Morte TikTok Antonella, congedo lavoro cane Il giorno successivo la donna avrebbe chiesto al suo datore di lavoro un giorno di permesso per riprendersi dalla recente perdita. Il suo capo però glielo ha negato sottolineando come una sua assenza sarebbe stata considerata ingiustificata e quindi non retribuita. La ragazza ha rivelato di lavoro lì da otto mesi, ma di non voler rivelare dove. Soprattuto dopo che il suo racconto è diventato virale sui social. 

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Congedo lavoro cane: il racconto virale 

video TikTok, congedo lavoro cane “La mattina dopo ho mandato un messaggio e ho chiesto se potevo prendermi il giorno libero, facendo presente che avrei presentato una nota giustificativa per un’assenza che ritenevo necessaria per me e per il mio stato di salute. Dieci minuti prima del mio turno, ho inviato via mail le mie dimissioni, ho anche mandato un messaggio per farglielo sapere. Mi hanno risposto: “Sì, abbiamo visto, grazie”. Sui social in molti si sono detti vicini ala donna e alla sua perdita. Altri invece hanno definito la sua reazione troppo esagerata o comunque non una scusa plausibile per rassegnare le dimissioni.