Coronavirus, abbattute le emissioni di CO2: Italia vicina all’obiettivo fissato per il 2030

0
178
Sla coronavirus

Gli ultimi due mesi hanno cambiato le nostre abitudini sotto ogni punto di vista. Il lockdown del governo ha messo in pausa lavoro, studio, relazioni, attività e anche – a quanto pare – le emissioni di CO2. In Italia queste ultime sono diminuite del 35%, avvicinando quindi il nostro Paese all’obiettivo previsto per il 2030 dall’accodo di Parigi sul clima. L’emergenza Coronavirus ha reso più pulite l’aria e l’acqua ma toccherà tenere d’occhio le riaperture della Fase 2 per capire se il taglio può essere durevole. 

Ti consigliamo questo approfondimento – Covid-19: le due facce della medaglia tra ambiente ed economia

Coronavirus: i dati di Italy for Climate

oltre coronavirusNei mesi di marzo e aprile – interessati dalla quarantena imposta per contenere i contagi da Coronavirus – in Italia si è registrato il -35% di CO2 nell’aria. A darne notizia è il dossier “Effetti del lockdown sulle emissioni di CO2 in Italia, prima analisi congiunturale” di Italy for Climate, che riunisce gli sforzi delle imprese italiane che operano nella green economy. Secondo il report in questi due mesi si registreranno 20 milioni di tonnellate di CO2 in meno rispetto al 2019.

Il primo periodo di lockdown è stato interessato da una diminuzione lenta. Durante il mese di marzo l’Italia si apprestava a porre in essere quelle misure restrittive che limitavano gli spostamenti e le attività praticabili. Ad aprile c’è stato invece un calo ponderale.

 

I numeri di marzo e aprile

Il mese di marzo ha visto la graduale interruzione delle attività. Nella settimana dal 9 al 15, i consumi elettrici sono diminuiti del 5,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Dal 23 al 29, invece, il calo è stato del 21,1%. Rispetto allo stesso mese del 2019, i consumi complessivi di energia sono diminuiti del 15,9% e le emissioni di CO2 del 17% (5,7 milioni di tonnellate di Co2). Un fattore determinante è senza dubbio la riduzione della mobilità che ha interessato il settore dei trasporti. Ciò ha inciso per circa i tre quarti sul totale, con 4,5 milioni di tonnellate di CO2 in meno. Il 60% del calo è dovuto al crollo dei consumi di gasolio.

Le prime tre settimane di aprile registrano invece un -23% dei consumi di energia elettrica rispetto al 2019. I consumi di carburante e i trasporti determinano un calo rispettivamente del 70% e di 7 milioni di tonnellate di CO2.

Ti consigliamo come approfondimento – Climate change, è allarme: entro il 2050 la civiltà umana potrebbe sparire

Prospettive future

Il dossier di Italy for Climate frena, tuttavia, i facili entusiasmi. Non si tratta di un calo strutturale. Esiste la possibilità che, al termine della pandemia, la tendenza si inverta con una crescita considerevole. Questo allontanerebbe di nuovo l’Italia dall’obiettivo fissato a Parigi.

Occorre quindi adottare nell’immediato misure atte a mantenere gli attuali standard. Si tratta di un grande sforzo, necessario a combattere un’ulteriori crisi ambientale. Solo in questo modo si eviterà un nuovo boom di emissioni nel 2021.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

20 − 1 =