Coronavirus, il campanello d’allarme in punta di piedi

0
503
Coronavirus

Il Coronavirus sorprende ancora. Siamo di fronte a qualcosa di sconosciuto e molto complesso, di mutevole natura. All’inizio sembrava che il virus attaccasse quasi esclusivamente i polmoni. Poi si è scoperto che può insinuarsi in altre parti del corpo, determinando patologie differenti da quelle respiratorie. Gli ultimi studi si stanno concentrando, infatti, sulle manifestazioni cutanee da Coronavirus.  Si parla pertanto di “dita dei piedi da Covid” oCovid Toes.

Ti consigliamo come approfondimento – Covid-19, arriva la proposta shock: altri 60 giorni di quarantena

Coronavirus e “Covid Toes”

CoronavirusQuando si parla di Covid Toes si fa riferimento a delle lesioni della pelle che si manifestano con piaghe rosse o danni a piedi (e mani) di bambini e giovani adulti. A spiegarlo è un nuovo studio pubblicato sul British Journal of Dermatology. Si tratta di una illustre rivista medica mensile dedicata al campo della dermatologia. L’autrice principale dello studio in questione è Isabel Colmenero dell’Ospedale Infantil Universitario Niño Jesús, in Spagna. La ricerca si propone di fornire delle prove a sostegno del collegamento fra queste lesioni e il Covid-19.

Ti consigliamo come approfondimento – Tso per chi rifiuta le cure? La polemica dopo lo scoppio di nuovi focolai Covid

Lo studio spagnolo

CoronavirusI ricercatori spagnoli hanno scoperto che il Sars-Cov-2 è presente nelle biopsie cutanee dei bambini con lesioni tipiche delle “dita dei piedi da Covid”, nonostante risultino negativi ai tamponi o ai test sierologici. La microscopia elettronica, tramite una biopsia, ha rilevato particelle virali nelle cellule endoteliali dei vasi sanguigni della pelle e nelle ghiandole sudoripare.

A tal proposito, la dottoressa Colmenero ha affermato che i risultati dello studio condotto supportano una relazione causale tra Sars-Cov-2 e le “dita dei piedi da Covid”. Il danno endoteliale indotto dal virus potrebbe essere il meccanismo chiave che causa queste lesioni. Inoltre, il danno vascolare potrebbe anche spiegare alcune caratteristiche cliniche osservate in pazienti con Covid-19 grave.

Ti consigliamo come approfondimento – Covid-19, esclusa la “seconda ondata”: la tesi del premio Nobel Beutler

I “geloni” da Covid

CoronavirusLo studio sopra citato è stato preceduto da una serie di ricerche della comunità scientifica internazionale. Frequenti già da marzo erano le segnalazioni di strani “geloni” su mani e piedi di pazienti affetti da Coronavirus. Esse diventano blu e presentano piccole piaghe. Si tratta di lesioni benigne, destinate a sparire da sole dopo 2-3 settimane. Sono state riscontrate frequentemente nei bambini e nei giovani con Covid anche in forma paucisintomatica o inapparente.

Ti consigliamo come approfondimento – Mare e Covid-19, tutte le regole per un’estate sicura

L’intuizione italiana

Festa Giovanni Falcone beni confiscatiIl primo articolo sulle manifestazioni cutanee legate a Covid-19 è stato pubblicato da un dermatologo italiano, il dottor Sebastiano Recalcati del Dipartimento di Dermatologia, ASTT Lecco, dell’Ospedale “Alessandro Manzoni”. La lettera a cui si fa riferimento è stata pubblicata il 26 marzo 2020 sul prestigioso “Journal of the European Academy of Dermatology and Venereology”. Con essa, il dermatologo attirava per la prima volta l’attenzione su questo aspetto poco dibattuto dell’infezione da Coronavirus.
Analizzando i dati dei pazienti ricoverati nell’ospedale, ha scoperto che nelle persone affette da Coronavirus le manifestazioni cutanee erano presenti in circa il 20% dei casi.

Queste lesioni cutanee non sono preoccupanti dal punto di vista clinico, ma potrebbero essere utili ai fini epidemiologici e nella diagnosi precoce del Covid-19.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here