Il nuovo linguaggio del Covid-19: le parole più usate durante la pandemia

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Il lessico è lo specchio dei cambiamenti della società, riflesso naturale di ciò che accade durante la storia. Ed è proprio durante il corso della storia che la nostra lingua si è evoluta sempre di più, modificandosi in certi casi, oppure arricchendosi di nuove parole. E come non sarebbe potuto succedere lo stesso fenomeno durante il periodo di Coronavirus? Treccani, in collaborazione con gli studenti del corso binazionale LIDIT dell’Università di Salerno, ha raccolto in un glossario le cento parole più utilizzate durante il periodo di emergenza sanitaria. Vediamo il significato di alcune.

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Coronavirus: le parole della pandemia

parole italiane, coronavirusCon l’emergenza Coronavirus quindi sono entrati a far parte del nostro lessico vocaboli che fino a pochi mesi fa si utilizzavano solo in specifici casi. Ma è accaduto anche un altro fenomeno: alcuni termini infatti sono utilizzati con un significato diverso da quello abituale, è il caso di: ventilatore, guanti e casco. La stessa parola pandemia è una delle più utilizzate e sta a indicare appunto un’epidemia che in breve tempo riesce a diffondersi in diversi continenti.

Nel glossario raccolto da Treccani compaiono anche le parole:

  • Incubazione: periodo che intercorre tra la penetrazione di un germe nel corpo e la comparsa dei sintomi;
  • Sintomo: manifestazione di uno stato patogeno avvertito dal paziente;
  • Vaccino: medicinale in grado di produrre anticorpi protettivi nel corpo umano;
  • Anticorpi: proteina difensiva prodotta nel plasma in seguito all’ingresso di alcune sostanze nel corpo.
  • Termo scanner: strumento in grado di rilevare la temperatura corporea in tempo reale.
  • Gel disinfettante o igienizzante: sostanza a base di alcol utilizzata per eliminare sporco e batteri.

Coronavirus: le altre parole del Covid-19

concorso operatori giudiziari, parolacce, coronavirusSono davvero tante le parole utilizzate durante questo periodo selezionate da Treccani:

  • Focolaio: sede di un processo patologico:
  • Distanziamento sociale: azioni volte a fermare e arginare l’avanzare di un’epidemia;
  • Terapia intensiva: reparto ospedaliero destinato al ricovero di pazienti gravemente malati;
  • Mascherina: maschera che copre naso e bocca con l’obiettivo di impedire il passaggio di particelle aeree;
  • Psicosi: disturbo mentale capace di alterare la capacità di pensiero;
  • Virologo: medico specializzato nello studio sui virus;
  • Zona rossa: area territoriale limitata in cui è presente un alto rischio sociale o ambientale;
  • Affetto stabile: persona con le quale il soggetto intrattiene un rapporto stabile e duraturo.
  • Assembramento: raggruppamento di persone.
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Coronavirus: non solo quelle italiane!

esame di maturità libri scuola studente, coronavirusNegli ultimi anni la nostra lingua si è arricchita di parole straniere e in particolare di inglesismi. Alcuni esempi sono: briefing per dire “riunione”, all inclusive per dire “tutto incluso”, business per dire “affari”, coach per dire “allenatore”.

Con l’avvento del Coronavirus è diventato più diffuso però l’uso di alcune parole:

  • Lockdown: misure di contenimento e restrizioni messe in atto per la pubblica sicurezza:
  • Task force: gruppo di esperti formato per contenere e arginare un determinato problema:
  • Call: in questo caso sta a significare “videochiamata”;
  • Webinar: seminario che si tiene rigorosamente online;
  • Smart working: lavoro da remoto.
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Un nuovo modo di parlare

test sierologici, coronavirusL’emergenza Coronavirus ha cambiato davvero il nostro modo di vivere e il nostro linguaggio. Oltre alle parole sopracitate, è ricorrente l’utilizzo di determinate frasi usate per lo più come metafore, soprattutto per evocare un linguaggio bellico. È il caso di “siamo in guerra”; “nemico invisibile”; “soldati in trincea”; “essere in prima linea”.

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