Ecco come il porno potrebbe salvarci dal Coronavirus

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anoressia sessuale

È dagli anni ’90 che l’industria del porno lotta contro il virus dell’HIV. Grazie a queste conoscenze pregresse, l’industria pornografica può offrire supporto a: cinema, teatro e ricerca. L’obiettivo è di imitare le pratiche di controllo e sicurezza, usate dall’industria pornografica contro le malattie sessualmente trasmissibili, per contrastare il Coronavirus.

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Porno: come si controllano i contagi

coronavirus pornoLa FSC (Free Speech Coalition) nasce nel 1991 formata da una rete di avvocati che rappresentano le varie aziende specializzate nel settore di intrattenimento per adulti. L’associazione no profit nasce per proteggere e cautelare i dipendenti del settore fornendo consulenze medico-legali. Inoltre è in prima linea per la lotta contro la discriminazione e per il rispetto dei diritti di tutti i dipendenti del settore.
La FSC, durante gli anni novanta, lancia il piano PASS (Performer Availability Scheduling Services). Il Pass, procedura tuttora attiva, nasce per sostenere i protocolli e le procedure sanitarie di protezione per gli attori. Molte di queste procedure sono volontarie, ma alcuni set lo impongono a tutti gli attori.

Ogni 14 giorni gli attori devono sottoporsi ai test di positività o negatività per HIV-AIDS e per tutte le malattie sessualmente trasmissibili. Nel caso di risultato negativo gli attori possono continuare regolarmente l’attività. In caso di risultato positivo l’attore deve interrompere la sua attività e sottoporsi a cure mediche. Una volta terminata la cura, l’attore dovrà sottoporsi nuovamente ai test: in caso di esito negativo riprenderà l’attività. I risultati di tutte le analisi vengono salvati nel database messo a disposizione di artisti e produttori, rispettando la privacy degli attori. Oltre alla raccolta dati, vengono seguite rigide regole di pulizia sui set: lavarsi sempre le mani, fare la doccia dopo ogni scena, pulizia e sanificazione di set e strumenti.

Un esempio da imitare per controllare il Coronavirus

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Il Pass nel tempo ha superato tante problematiche come quelle relative ai falsi positivi, problema riscontrato anche per il Coronavirus. Nonostante la differenza tra i due virus, le tecniche usate per l’HIV potrebbero essere efficaci anche per il Coronavirus. A differenza dei test per l’HIV, quelli per il Covid-19 sono ancora inefficaci o non esatti. Oltre al loro miglioramento, va diminuito il costo di produzione, in modo da garantire una copertura totale. Con un test affidabile e un database sempre aggiornato, i controlli risulteranno più veloci e precisi. Così facendo i contagi potranno essere controllati e attenuati.

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Porno e Coronavirus: la situazione attuale

coronavirusDurante questo periodo di quarantena, tutti i set hanno fermato la produzione. Di conseguenza molti siti come Pornhub hanno deciso di offrire gratuitamente i propri servizi. Mentre gli attori si sono organizzati in modo amatoriale per le registrazioni. Mentre altri hanno preferito la trasmissione di perfomance live su siti dedicati.  Tramite lo smart working, le case produttrici e gli attori sono riusciti a mantenere il loro ritmo lavorativo. Che sia anche questo un buon esempio da seguire?

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