Coronavirus, arriva la proposta shock: altri 60 giorni di quarantena

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regioni coronavirus, stato di emergenza

Mentre si respira la libertà dovuta all’allentamento delle restrizioni, c’è chi pensa a una eventuale seconda ondata di contagi. Anche se potrebbe sembrare che il Coronavirus abbia ridotto la sua virulenza e la sua pericolosità, la guerra contro l’invisibile nemico non è ancora terminata. Tuttavia l’ipotesi di una nuova esplosione di contagi genera pareri contrastanti all’interno della comunità scientifica. Ci sono studiosi che escludono totalmente la seconda ondata, mentre altri la ritengono molto probabile e anzi invitano a prepararsi con largo anticipo per affrontarla. Dalla Spagna, infatti, arriva uno studio che sembrerebbe proporre una soluzione al problema: un lockdown precoce di 60 giorni. Ecco maggiori dettagli sulla nuova ricerca.

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Coronavirus: lo studio spagnolo

Covid-19Il nuovo studio spagnolo è stato condotto da Leonardo López e Xavier Rodó del Barcelona Institute for Global Health. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista scientifica Nature Human Behaviour.

L’analisi dei ricercatori fornisce importanti indicazioni, soprattutto per i Paesi dell’emisfero meridionale che non hanno ancora raggiunto il picco dei contagi. Sostanzialmente, per ridurre il rischio della seconda ondata, si dovrebbe mantenere il lockdown per almeno 60 giorni e procedere con una riapertura graduale.

È molto difficile reperire informazioni certe sul numero attuale di infetti o sull’immunità sviluppata dalla popolazione. Per superare questo ostacolo, il gruppo di studio ha elaborato un modello, secondo cui cui ha diviso la popolazione in sette gruppi:

  • Soggetti suscettibili al virus;
  • Soggetti in isolamento;
  • Soggetti esposti al virus;
  • Contagiati non diagnosticati;
  • Diagnosticati in quarantena;
  • Guariti;
  • Deceduti;

Sulla base di questa suddivisione, i ricercatori hanno simulato i diversi gradi di confinamento della popolazione e anche le varie strategie per la riapertura.

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Lockdown precoce e riaperture graduali

covid-19 coronavirusI ricercatori hanno esplorato diverse possibilità, tenendo conto della diffusione del Coronavirus e considerando anche le conseguenze della potenziale perdita nel corso del tempo dell’immunità acquisita. E hanno concluso che sarebbero necessari almeno 60 giorni di chiusura per evitare la crescita epidemica e una nuova e più ampia ondata di contagi da SARS-Cov-2. I risultati testimoniano infatti che la durata del primo lockdown influenza i tempi e l’ampiezza delle successive ondate di contagi. Determinante in questo senso è anche il tempo di durata dell’immunità acquisita dalla popolazione dopo l’infezione.

Hanno inoltre aggiunto che il miglior modo per ripartire sarà la riapertura graduale. Si dovrebbero quindi “integrare gradualmente i lavoratori in una percentuale giornaliera al massimo superiore al 50% rispetto al periodo di confinamento”. La riapertura graduale, inoltre, garantisce un numero inferiore di contagi e morti rispetto a una riapertura veloce.

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L’importanza delle norme anti-contagio

Igiene omsSecondo gli autori dello studio, il rispetto delle misure igieniche e di distanziamento sociale è determinante sia sull’andamento dell’infezione, sia sulla prevenzione della ricomparsa del Covid-19. E addirittura potrebbe eliminare la necessità di un nuovo lockdown.

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