Coronavirus, siamo ai saluti: ecco le soluzioni Covid-free da tutto il mondo

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Il Coronavirus ha cambiato buona parte delle nostre abitudini e anche un gesto come il saluto necessita oggi di grande attenzione, nel rispetto e nella tutela della salute di ognuno. Strette di mano, baci e abbracci sono stati inevitabilmente accantonati durante l’emergenza per favorire saluti a distanza e soprattutto il “saluto con il gomito”, più volte raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità già dall’inizio della pandemia.

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Coronavirus: il “No” al saluto con il gomito

CoronavirusArriva però proprio negli ultimi giorni un ulteriore cambiamento di rotta dell’OMS sul modo più sicuro di dirsi “ciao”. “Con quella pratica (il saluto con il gomito, ndr) non si riesce a osservare la distanza di sicurezza necessaria per evitare il contagio, si sta a meno di un metro. Preferisco, per adesso, mettermi una mano sul cuore in segno di rispetto verso gli altri”. A dichiararlo in un tweet è l’economista Diana Ortega. Lo stesso messaggio è stato poi repostato da Tedros Adhanom Ghebreyesus – direttore dell’OMS – che ha usato il social per diffondere la nuova e più sicura raccomandazione sul saluto.

Tuttavia, esistono nel mondo svariati modi di salutarsi, alcuni del tutto “Covid-free”. Quali sono? Scopriamoli di seguito.

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Viaggio nel mondo dei saluti “Covid-free”

CoronavirusIn realtà, è tipico della cultura occidentale praticare il saluto con un “contatto” ravvicinato, mentre in Oriente si predilige tradizionalmente il saluto “a distanza”. Oltre alla “mano sul cuore” suggerita dall’OMS, ecco alcuni dei saluti più sicuri al mondo:

  • In Giappone il saluto tradizionale è l’inchino. Rispettoso, elegante e soprattutto “distanziato”, questo modo di salutarsi è sicuramente “Covid-free”. Attenzione però: il gesto di inchinarsi ha davvero molte sfumature e non è così semplice come sembra. Difatti, il tipo di inchino e il tempo che richiede cambia a seconda delle circostanze e della persona che ci si trova di fronte;
  • In India il tipico modo di salutarsi è il “namasté”, che non prevede alcun tipo di contatto. Consiste nel congiungere le mani come in preghiera al petto, al mento o alla fronte, accennando contemporaneamente un inchino;
  • Altrettanto sicuro è il modo di salutarsi alle Hawaii, associato soprattutto alla cultura surfista. Si tratta dello “shaka” che si pratica agitando la mano con mignolo e pollice ben estesi, tenendo le altre dita chiuse verso il palmo;
  • In Tibet, invece, per salutare qualcuno basta tirare fuori la lingua. Un gesto sicuramente “Covid-free” (se fatto alla giusta distanza), ma che probabilmente in occidente potrebbe essere spiacevolmente frainteso;
  • Nel mondo arabo per salutarsi bisogna portare la mano al torace, alle labbra e infine alla fronte. Un gesto del tutto sicuro, dal significato davvero intenso: “Ti do il mio cuore, la mia anima, il mio pensiero“.
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I saluti “senza distanze”

CoronavirusDi seguito invece alcuni dei saluti più ravvicinati, sicuramente da non praticare durante l’emergenza Coronavirus:

  • Piuttosto singolare è il saluto degli eschimesi, che per scambiarsi un gesto di cortesia si sfregano il naso a vicenda;
  • In Nuova Zelanda il tradizionale saluto Maori è l’”hongi”. Consiste nell’appoggiare fronte e naso contro quelli della persona che si desidera salutare, chiudendo gli occhi. Il concetto alla base di questo gesto è quello di “scambiarsi il respiro della vita”. Una tradizione dal significato molto intenso, ma in questo periodo davvero poco raccomandabile.

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