Coronavirus: tutte le regole da seguire se hai incontrato un positivo

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I contagi da Coronavirus in Italia aumentano esponenzialmente. Solo ieri il bollettino della Protezione Civile riportava 21.944 nuovi casi e 221 decessi. In questo quadro epidemiologico così avanzato rispetto a solo poche settimane fa, è sempre più frequente venire a contatto con qualcuno che ha contratto il virus. Come bisogna comportarsi in questo caso? Il 12 ottobre 2020 il Ministero della Salute ha aggiornato i protocolli da seguire per chi ha avuto “contatti stretticon un positivo. Vediamoli nel dettaglio.

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Coronavirus: i “contatti stretti”

CoronavirusInnanzitutto, chi sono i “contatti stretti”? Il Ministero della Salute definisce contatti stretti (o esposizioni ad alto rischio) le interazioni prolungate come quelle fra due conviventi. Ma non solo: ecco l’elenco completo di tutti i contatti stretti possibili.

  • Una contatto diretto e faccia a faccia di almeno un quarto d’ora – senza mascherina e senza distanziamento – con un individuo positivo;
  • Contatto fisico diretto con un caso di Coronavirus, anche una semplice stretta di mano;
  • La permanenza in un ambiente chiuso e senza dispositivi di protezione con un positivo;
  • Un viaggio (in aereo, treno, bus o altro) a distanza minore o uguale di due posti di differenza – in qualsiasi direzione – rispetto a un individuo positivo al Coronavirus.

Ove non sussista la condizione di “contatto stretto” con un positivo, non è necessario proseguire con particolari esami o procedure. Semplicemente, basta usare buon senso e tutte le precauzioni possibili.

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Contatti stretti con positivi: cosa fare se asintomatici

lockdown coronavirusNel caso in cui si abbia avuto contatti stretti con un positivo, ecco le possibili vie da seguire se si è:

  • Asintomatici;
  • Sintomatici con sintomi lievi;
  • Sintomatici con sintomi gravi.

Si chiarisce che per tutte e tre le categorie è prevista la quarantena, cioè rimanere a casa e cercare di isolarsi il più possibile dalla società per almeno 10 giorni (tempo di incubazione del virus stimato dal Ministero).

Se non si sviluppano sintomi dopo il contatto, ecco le 3 procedure da poter attuare:

  • Test molecolare o antigenico da effettuare dieci giorni dopo il contatto. Se negativo, si può uscire dalla quarantena;
  • Test effettuato nei primi giorni, con esito negativo. In questo caso, al decimo giorno dal contatto e con l’assoluta assenza di sintomi, si può uscire dalla quarantena;
  • Se non si effettua nessun test e non si manifestano sintomi, si può uscire dalla quarantena dopo 14 giorni.

È chiaro che se invece il tampone risulta positivo bisogna affrontare 10 giorni di isolamento. Si sottolinea che quest’ultima condizione è differente dalla quarantena: non prevede contatti nemmeno con i propri familiari nella stessa casa. Dopo i 10 giorni ci si può sottoporre a un secondo test e, se negativo, uscire dall’isolamento.

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Positivi sintomatici, lievi e gravi

CoronavirusSe invece si avvertono sintomi lievi dopo un contatto stretto con un positivo, il protocollo prevede di contattare immediatamente l’ASL e sottoporsi al tampone. Se si è positivi, bisogna procedere con almeno 10 giorni in isolamento. Nel caso in cui, a 3 giorni dal secondo tampone, non si mostrino sintomi e il risultato del test sia negativo, si può rientrare in comunità.

Coloro che presentano sintomi gravi vengono invece gestiti direttamente dalle ASL di appartenenza e, in caso di necessità, curati nelle strutture ospedaliere di riferimento.

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