Coronavirus nei visoni: la mutazione minaccia anche l’Italia

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Coronavirus

Il Coronavirus continua a destare preoccupazione. Da pochi mesi si è scoperto che è presente in alcuni allevamenti di visoni in Danimarca. Da giugno 2020 a oggi, sono almeno 214 i cittadini danesi che hanno contratto varianti di Covid-19 legate ai visoni di allevamento. Il dato allarmante è che in 12 pazienti tra questi è stata identificata una mutazione unica del Coronavirus. Anche se dai primi studi non sembrano esserci differenze significative rispetto alla variante più diffusa, la nuova mutazione spaventa il mondo intero. L’OMS (l’Organizzazione Mondiale della Sanità) ha infatti annunciato che, insieme alla Danimarca, sono 6 le nazioni in cui i visoni di allevamento sono risultati positivi al Sars-Cov-2. Tra questi c’è anche l’Italia. Gli altri sono Paesi Bassi, Spagna, Svezia e Stati Uniti.

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Coronavirus nei visoni: lo “spillover inverso”

CoronavirusIl Coronavirus Sars-Cov-2 è stato scoperto in un mercato di Wuhan, in Cina. Sebbene non sia stato ancora scientificamente provato, si pensa che possa essere stato trasmesso all’uomo dai pipistrelli (tramite un processo detto spillover). Tuttavia, si verifica sempre più spesso anche il passaggio del virus dall’uomo agli animali. Si tratta di ciò che viene tecnicamente definito “spillover inverso”.

Sono stati riportati dall’OMS diversi casi di uomini che hanno infettato di Coronavirus animali domestici e salvatici, come cani, gatti, leoni e tigri. Si ritiene dunque possibile che i visoni degli allevamenti danesi siano stati contagiati da allevatori positivi.

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La mutazione “Cluster 5”

CoronavirusÈ stata definita “Cluster 5” la mutazione del Coronavirus legata ai visoni di allevamento in Danimarca. Una delle sue caratteristiche più preoccupanti è la particolare resistenza agli anticorpi. Tuttavia gli studi sono ancora in una fase iniziale e quindi non è possibile stabilire con certezza quali sono le differenze e i rischi legati a questa variante del virus.

La trasmissione del virus dall’uomo agli animali spaventa perché questi potrebbero diventare un “serbatoio” dello stesso. Con il salto di specie, infatti, il virus tende a mutare perché cerca di adattarsi al nuovo ospite. Il problema è che potrebbe essere ritrasmesso all’uomo con conseguenze ancora più gravi.

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Strage di 17 milioni di visoni

CoronavirusSono circa 207 gli allevamenti di visoni colpiti dal virus. Si trovano tutti prevalentemente nello Jutland del Nord, la regione della Danimarca che si collega alla terraferma europea. Nonostante l’intera area sia stata messa in lockdown, le autorità non sono riuscite a contenere l’infezione.

Sarà quindi necessario l’abbattimento di tutti i 17 milioni di visoni allevati. Lo ha annunciato il Primo ministro danese Mette Frederiksen in una conferenza stampa. Ha sottolineato, infatti, che il virus mutato rappresenterebbe un grave rischio per la salute pubblica e per lo sviluppo di un vaccino.

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L’allarme in Italia

coronavirusL’associazione animalista italiana LAV ha lanciato l’allarme relativo all’emergenza Coronavirus all’interno di alcuni allevamenti di visoni italiani. Il focolaio sarebbe in Lombardia.

Tuttavia, l’AIP (Associazione Italiana Pellicceria), in un comunicato, ha rassicurato che il rischio che la situazione in Italia diventi preoccupante come quella danese è molto basso. Questo perché le ASL monitorano costantemente gli allevamenti e perché questi ultimi sono distanti tra loro (quelli danesi sono tutti concentrati in un’unica area).

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