Cortex, l’esoscheletro personalizzato in 3D che sostituirà il gesso

Gesso corteccia o Cortex Cast è uno strumento innovativo per rimettere a posto le ossa, senza i fastidi del tradizionale calco

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Con Cortex il tanto temibile calco in gesso, che ha terrorizzato adulti e piccini, potrebbe non rappresentare più un problema nel futuro. Chi, dopo una brutta frattura, non ha detestato quell’orribile, maleodorante e antigienico sostegno da portare per settimane o addirittura mesi? Grazie all’intuizione di uno studente neozelandese, Jake Evill, il gesso potrebbe essere sostituito da un esoscheletro su misura, meno ingombrante e più funzionale (leggi anche: TheBreath®:la tecnologia che purifica l’aria dalle sostanze inquinanti). Dalla sua illuminazione, avvenuta nel 2013, medici e ospedali di tutto il mondo si sono interessati al progetto e oggi sono stati fatti molti passi avanti, anche in Italia e soprattutto a Napoli. Un team di ricercatori italiani – nato grazie alla collaborazione tra Fondazione Santobono Pausilipon, Azienda Ospedaliera Santobono Pausilipon e il Consiglio Nazionale delle Ricerche – sta sperimentando il nuovo “gesso” anche in ambito pediatrico. La Banca d’Italia ha stanziato ben 50.000 euro per sostenere il progetto.

Caratteristiche e vantaggi del nuovo gesso personalizzatocortex

Cortex” è il nuovo gesso personalizzato e molti pazienti lo hanno già sperimentato con successo. Si tratta di un esoscheletro che supporta la zona traumatizzata in maniera mirata e poco fastidiosa. Innanzitutto è ventilato: addio a pruriti insopportabili e ai cattivi odori esalati dalla pelle che non traspira. È composto in nylon, per questo molto leggero, completamente riciclabile e  impermeabile. Può essere dunque bagnato senza ripercussioni negative e per fare la doccia non sarà più necessario assumere posizioni da contorsionisti.
Non è antiestetico come un gesso: può essere nascosto dai vestiti perché molto sottile, e il design può essere personalizzato. Infine, si adatta molto bene alle esigenze ergonomiche dei più piccoli.

L’incontro tra tecnologia e sanità trionfa in questo esempio di innovazione e l’ospedale Santobono di Napoli ne testimonia l’efficacia. Anna Maria Minicucci, direttore generale dell’AORN Santobono Pausilipon afferma che ogni anno la struttura ospita circa 16.000 pazienti con fratture e traumi che richiedono un intervento ortopedico: “È evidente, quindi, quale impatto positivo possa avere l’utilizzo di questa tecnologia sulla qualità della vita dei nostri piccoli pazienti”.

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Cortex: come si crea il nuovo “gesso” personalizzatocortex

Come si arriva alla creazione di un gesso corteccia? Ecco i 3 passaggi:

  • Esame a raggi X della zona traumatizzata, per stabilire il punto preciso di frattura.
  • L’arto interessato viene sottoposto a una scansione in 3D per rilevarne con precisione la conformazione e le misure. I dati ottenuti vengono rielaborati da un software che riprodurrà esattamente la forma dell’arto.
  • Il calco viene stampato in 3D, con un appropriato rinforzo per il punto di frattura.

C’è la possibilità, differentemente dai gessi tradizionali, di modificare la struttura di Cortex in modo da creare maglie più fitte per i punti più fragili. Dunque l’esoscheletro potrà fornire una maggiore protezione e un doppio rinforzo, ma con la metà del fastidio.

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