Cosa è il lettering e in che cosa si distingue dalla calligrafia

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Il termine è abbastanza usato nel mondo della grafica, ma spesso altrove viene confuso con quello della calligrafia: stiamo parlando del lettering. La differenza fra lettering e fra calligrafia (ed anche tipografia) potrebbe sembrare molto sottile per chi non si è mai introdotto in questo mondo, ma esiste.

Quando parliamo di lettering parliamo di qualcosa di diverso dalla semplice scrittura e modalità di scrittura: il significato di questa parola è infatti sicuramente molto più complesso.

Possiamo definire il lettering come l’accurato studio delle lettere, ma anche della loro realizzazione grafica (sotto forma di disegno) e della loro reale espressione artistica. Il lettering non è quindi ‘mera scrittura’ come avviene nel caso della calligrafia, ma anche trasformazione artistica delle lettere e per questo motivo è un termine molto conosciuto in ambito grafico (si pensi, semplicemente, alla realizzazione di loghi e allo studio che vi è dietro).

Il lettering rispetta anche il principio di riproducibilità, in sostanza la lettera così come studiata dal punto di vista artistico deve poter essere riprodotta facilmente attraverso software grafici, disegno digitale e via dicendo (infatti non a caso, come abbiamo detto, il lettering è utilizzato in ambito grafico-pubblicitario e via dicendo). Ecco un’altra grande importante differenza fra lettering e calligrafia: la seconda è pura espressione a mano libera, mentre il primo richiede anche la possibilità di riprodurre il lettering in modo grafico.

Non bisogna neppure confondere il lettering con la tipografia. La tipografia si occupa dell’interazione fra i caratteri sempre nell’ottica di riportarli a mezzo stampa, creando combinazioni gradevoli dal punto di vista grafico ma anche capaci di comunicare messaggi e concetti. Il lettering ha un diverso tipo di espressività, nettamente artistica e per uso grafico-pubblicitario nella gran parte dei casi (anche se non solo, come vedremo). Ma a che cosa serve il lettering di preciso? Che tipo di implicazioni ha? Cerchiamo di capire come si usa oggi il lettering ed in quali professioni può essere utile.

A cosa serve il lettering? Capiamolo insieme 

Abbiamo compreso che con il termine lettering facciamo riferimento allo studio di caratteri tipografici, quindi lettere, ma anche numeri ed anche punteggiatura, e alla loro elaborazione grafica: il lettering, come spiega questa questa pratica guida al lettering alfabetico pubblicata dal sito grafica-facile.com, ha ampissimo uso in campo pubblicitario, grafico, ma anche nell’ambito della realizzazione dei loghi. Ma pensiamo anche solo ai writers e ai tag: anche essi riproducono il concetto di lettering, anche un graffito dove c’è l’elaborazione grafica di una lettera è un esempio di lettering. Il lettering poi può essere anche estremizzato o semplificato dipende dai gusti e da quello che si vuole comunicare.

I lavori connessi al lettering sono di diverso tipo, per fare qualche esempio:

  • c’è il lavoro del tipografo;
  • il lavoro del designer e del pubblicitario che si occupa di scrivere loghi oppure pubblicità;
  • lavoro strettamente artistico, di rielaborazione delle lettere.

Ma il lettering è molto multitasking, ad esempio può essere usato anche in ambito artistico (si pensi ai tatuatori).

Il lettering è quindi una pratica di ‘scrittura artistica’ che può essere fatta a mano ma il cui scopo, come abbiamo visto, è soprattutto di natura grafico-pubblicitaria: ecco perché è importante che sia possibile poi riprodurre digitalmente.

Si parla anche di lettering digitale o tipografici che viene realizzato non a mano ma per mano di tablet o di strumenti digitali e grafici.

Gli strumenti del lettering sono comunque davvero tanti: se si fa lettering a mano si possono usare speciali pennelli con punta sottile o lettera stilografica, ma è possibile usare anche strumenti digitali come abbiamo visto.

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