Covid-19, in Cina ritorna il mostro: in lockdown 100 milioni di persone

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L’incubo del Covid-19 torna a terrorizzare la Cina. 108 milioni di persone sono nuovamente in lockdown a causa di pericolosi focolai nella zona nord-orientale del Paese. A preoccupare principalmente è la provincia di Jilin, i cui abitanti si sono ritrovati nuovamente in quarantena. A pochi mesi dal mostro di Wuhan – dove recentemente sono stati segnalati 7 nuovi casi – l’allarme di una seconda ondata turba molto i governi.

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Covid-19, i dati in Cina

coronavirus folla gente persone gruppo covid-19Attualmente in tutto il mondo, dall’inizio dell’epidemia da Covid-19, si contano quasi 5 milioni di contagi e 320.000 morti. Secondo i dati pubblicati dal Ministero della Salute, in Cina sono stati registrati 84.500 casi confermati clinicamente e 4.645 decessi. Ma a preoccupare sono i nuovi focolai che si stanno formando a Jilin. Stando alle evidenze della Johns Hopkins University, la città di oltre 4 milioni di abitanti sul versante nord-est cinese conta 151 casi registrati e 2 decessi dall’inizio della pandemia, ma è proprio negli ultimi giorni che – dopo il lockdown – sarebbero spuntati altre 3 nuovi casi di Coronavirus a trasmissione locale.

I nuovi primi casi sono stati segnalati nel distretto di Shulan, dove si è nuovamente ad “alto” rischio di diffusione. Il livello di allerta è stato ulteriormente alzato anche nel distretto di Chuanying, dove una donna – venuta a contatto con un soggetto infettato a Shulan – è risultata positiva al Covid-19. Insomma, l’incubo del contagio non sembra avere fine.

Il nuovo lockdown

Coronavirus Covid-19Le autorità cinesi hanno fin da subito preso importanti provvedimenti, tentando un’immediata battuta d’arresto ai nuovi focolai. Ecco tutte le restrizioni attuate per contenere un’eventuale seconda ondata:

  • Dal 18 maggio a Jilin più di 8.000 persone – ritenute a rischio – si ritrovano in lockdown. Le scuole sono state richiuse e i trasporti pubblici nuovamente sospesi. I residenti possono allontanarsi dalla città solo se negativi al test per il Coronavirus. Anche per cinema, palestre e ristoranti si torna a chiudere i battenti. Il vicesindaco Gai Dongping è molto preoccupato e in conferenza stampa ammette: “La situazione è complessa. Il rischio che il virus si diffonda ulteriormente è enorme”;
  • A Shenyang, capoluogo della provincia del Liaoning, vicina a Jilin, sono state imposte tre settimane di isolamento ospedaliero a chiunque sia di ritorno da Jilin a partire dal 22 aprile;
  • A Shulan il governo ha deciso di introdurre ulteriori misure restrittive a partire dal 18 maggio. Tutti i complessi residenziali con casi positivi al Covid-19 sono stati chiusi. Solo un membro per ogni nucleo familiare sarà autorizzato all’uscita e per soli motivi di necessità;
  • A Wuhan, capoluogo dell’Hubei capostipite dell’epidemia e nuovamente a rischio, le autorità hanno predisposto i test per il Coronavirus a tutti gli 11 milioni di residenti.
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Covid-19: si rischia una seconda ondata?

coronavirus covid-19Zhong Nanshan, figura molto autoritaria nell’ambito della consulenza sanitaria governativa cinese, ha fatto di recente importanti dichiarazioni alla CNN. Famoso per la sua battaglia contro la Sars, durante l’epidemia del 2003, Nanshan ammette il rischio di una seconda ondata di contagi.

Secondo l’esperto “la maggioranza dei cinesi è ancora a rischio per l’infezione da Covid-19. Ciò a causa della mancata esposizione e all’assenza di un’immunità di gregge”. L’epidemiologo è preoccupato per la sua nazione e la grande sfida che sta affrontando. Invita inoltre a non sottovalutare la situazione, che in Cina “non è migliore rispetto ai Paesi stranieri“.

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