Covid-19, arriva la tassa: scontrini più cari da 2 a 4 euro

0
832
covid-19 tassa scontrini

Il lockdown è finito e la Fase 2 è iniziata ormai già da qualche giorno. A partire dal 18 maggio infatti negozi e attività commerciali hanno ricominciato a lavorare dopo quasi 70 giorni di chiusura “forzata”. Con la riapertura però si è verificato ciò che in molti già temevano: il rincaro dei prezzi. In particolare in questi ultimi giorni si è parlato della tassa Covid-19. Si tratta di un rincaro in addebito sugli scontrini dei consumatori e che fin da subito ha suscitato grande indignazione. Ma cos’è nello specifico?

Ti consigliamo questo approfondimento – Ecco come il porno potrebbe salvarci dal Coronavirus

Covid-19 e la nuova tassa: di cosa si tratta?

tasse, covid-19Con la fine del lockdown dovuto all’emergenza Coronavirus, in Italia si è ben presto alzato un altro polverone, ovvero quello dell’aumento ingiustificato dei prezzi. In particolare ad aver suscitato le polemiche dei consumatori è stata la tassa Covid-19. Così è stato definito un supplemento applicato soprattutto da parrucchieri e centri estetici. Ma di cosa si tratta nello specifico?

Il rincaro, che va da 2 a 4 euro, è una sorta di sovrapprezzo che alcuni esercenti hanno scelto di inserire direttamente sugli scontrini dei clienti. Il fine della tassa sarebbe quello di fronteggiare le spese sostenute per sanificare e mettere in sicurezza i locali. Il rincaro non ha lasciato indifferenti i consumatori; sono fioccate infatti le segnalazioni al Codacons. L’associazione a sua volta ha presentato denuncia alla Guardia di Finanza e all’Antitrust.

Secondo il Codacons si potrebbe addirittura configurare un vero e proprio reato di truffa. A contestare i rincari ingiustificati anche l’Unione nazionale dei consumatori. Questa infatti ha inviato gli esercenti che hanno applicato la tassa a eliminarla.

Sempre secondo il Condacons, invece, in alcuni centri estetici i clienti avrebbero dovuto comprare un kit personale monouso del valore di 10 euro costituito da kimono e ciabatte.

Tassa Covid-19: alcuni dicono no!

bonus spesa, covid-19Ma non tutti gli esercenti hanno deciso di applicare la tassa. Infatti il vicepresidente vicario di FIPE – Federazione Italiana Pubblici Esercizi – Aldo Maria Cursano ha precisato che chi ha adottato i rincari non sarà premiato. Ma non solo: Confestetica, l’associazione nazionale maggiormente rappresentativa dei Centri Estetici, ha contestato ciò che si sostiene sulla tassa Covid-19. Secondo quest’ultima infatti solo l’1,56% dei centri estetici avrebbe applicato questa tassa; quasi l’86% dei centri infatti non avrebbe aumentato i prezzi, mentre il 12,49% avrebbe apportato modifiche ai prezzi da listino.

Ti consigliamo questo approfondimento – Vacanze 2020: l’Italia è tra le dieci destinazioni più sicure

Tassa Covid-19: anche il caffè alle stelle

bonus spesa, covid-19Rincari ingiustificati quindi, ai quali i consumatori hanno risposto con diverse segnalazioni. A Milano per esempio si è avuto un rincaro sulle tariffe dei parrucchieri che va dal 25% al 60%. Sempre a Milano una tazza di caffè al bar è arrivata a costare 2 euro, a Firenze 1,70 e a Roma 1,50; a Genova infine sorseggiare un caffè costa ai clienti 1,20 euro.

Codacons invita i consumatori a denunciare ogni tipo di rincaro sui listini. Si può inviare la propria segnalazione a info@codacons.it o contattando il numero 89349966.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

10 + 17 =