Covid: rispettare i diritti durante la pandemia. Quali sono quelli “negati”?

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Oltre a farci drasticamente cambiare stile di vita, il Covid-19 ha contribuito ad accentuare alcune disuguaglianze sociali. Durante il primo lockdown tutti gridavano ai diritti di tutti, ma nel concreto non c’è stato nulla. Disabilità, gender equality, e comunità LGBTQ+, durante la pandemia sono state sempre più isolate.

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Covid e diritti negati

covidLa pandemia da Covid-19 ha avuto un forte impatto sulle nostre vite. Il susseguirsi di leggi non ha fatto altro che sgretolare rapporti sociali, riducendoli allo stretto necessario. La salute fisica della popolazione ha prevalso su tutto, e gli sforzi delle persone sono stati alquanto ripagati. Ciò però ha portato ad aumentare la disuguaglianza sociale e minacciare i diritti umani. Diritti che lo scorso marzo erano osannati sui balconi di tutta Italia e gran parte d’Europa.

Con lo scoppio della pandemia, numerosi paesi hanno impostato misure di quarantena. Scuole e aziende chiuse, restrizioni sui viaggi e gli spostamenti degli individui. L’unico obiettivo era proteggere, collaborare e fare sacrifici per un bene superiore: la salute di tutti. Oltre che di salute, però si sarebbe dovuto parlare soprattutto di diritti. In molti casi, infatti, la pandemia da Covid non ha fatto altro che peggiorare le condizioni delle minoranze presenti nei diversi Paesi. Non sono poche le nazioni che hanno imposto e consolidato politiche razziali, che hanno limitato le libertà di donne, immigrati, omosessuali etc.

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I diritti di pochi…

covidLa disuguaglianza economica, le scarse risorse per alcune famiglie, grazie al Covid-19 si sono via via accentuate. Il divario economico e di genere si è ampliato. Numerose donne hanno perso il lavoro e molti hanno dovuto adattarsi a dover fronteggiare assistenza all’infanzia e lavoro. Lavoratori privati e in nero hanno dovuto ricorrere ai propri risparmi, vedendo il loro lavoro scomparire con il passare delle settimane. Il tutto è riassunto nei quadri drammatici fatti da Caritas, Aid e Censis, corroborati dai dati Istat. La percentuale dei nuovi poveri è cresciuta a dismisura.

E mentre il divario socio-economico si accentuava i governi hanno fatto ben poco per aiutare. Su hrw.org, sono state riportate le parole di Benjamin Ward, vicedirettore per l’Europa e l’Asia centrale di Human Rights Watch. “È stato un anno impegnativo sul fronte della difesa dei diritti nell’UE, con la crisi sanitaria ed economica scatenata dal Covid-19 alcuni stati membri hanno ceduto al richiamo dell’autoritarismo. Per far sì che il 2021 sia l’anno della ripresa, le istituzioni e gli stati europei devono seguire la bussola dei diritti fondamentali. Difendere fermamente le istituzioni democratiche e adottare misure efficaci contro l’aggravarsi delle disuguaglianze e degli abusi nei confronti dei migranti e delle minoranze”.

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La situazione in Italia

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Ph: Andrew Medichini

Il Governo Italiano, all’inizio della pandemia guidato da Giuseppe Conte, ha cercato di correre al riparo con un lockdown a inizio marzo 2020. Un lockdown che aveva dato i suoi frutti, andati persi con l’estate. Molti, volendo far ritorno alla normalità, hanno approfittato delle regole lascive del Governo, portandoci a fine settembre a un incremento dei contagi. Con la ristorazione ridotta in ginocchio e le piccole imprese sull’orlo del collasso, anche nel nostro Paese c’è stato un accentuarsi di disparità economica e sociale.

Il Comitato consultivo sulla Convenzione quadro per la protezione delle minoranze nazionali ha fatto un punto della situazione lo scorso maggio. “Le persone appartenenti a minoranze nazionali hanno dovuto affrontare discriminazioni, discorsi di odio e stigmatizzazione, nonché la mancanza di informazioni rilevanti nelle lingue minoritarie. La sospensione delle lezioni nelle scuole e dell’istruzione prescolastica durante la pandemia ha determinato una disparità di accesso all’istruzione. A essere maggiormente colpiti i bambini appartenenti a minoranze nazionali; quelli che non hanno una sufficiente conoscenza delle lingue ufficiali per poter acquisire i giusti contenuti didattici. Di conseguenza, i bambini appartenenti a minoranze potrebbero rischiare di incorrere in ritardi nell’apprendimento e di abbandonare gli studi”.

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