Covid, Epifania a Napoli: Coldiretti lancia la “calza sospesa”

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Covid Epifania Napoli
Foto dal profilo Facebook ufficiale di "Coldiretti Napoli"

Covid Epifania Napoli: nel capoluogo campano è arrivata la “calza sospesa”. L’iniziativa, promossa da Coldiretti, si terrà il 6 gennaio presso il mercato “Campagna Amica” di Fuorigrotta. Dolci di ogni genere potranno essere rilasciati dai cittadini all’ingresso del mercato. L’idea fa parte di un progetto che Coldiretti ha avviato a dicembre per aiutare chi è stato colpito dalla crisi causata dal Covid.

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Covid Epifania Napoli: la “calza sospesa” arriva il 6 gennaio

Covid Epifania NapoliCovid Epifania Napoli – Coldiretti lancia una dolce iniziativa: la “calza sospesa”. L’evento si terrà nella giornata dell’Epifania, presso il mercato “Campagna Amica” di Fuorigrotta (via Guidetti 72, parco San Paolo). Ognuno potrà lasciare dolci, agrumi, marmellate e leccornie di ogni genere nelle calze poste all’ingresso del mercato, purché siano a km zero.

Coldiretti ha dichiarato che “i prodotti raccolti saranno donati ad un’associazione benefica che si occupa dei ragazzi dei quartieri disagiati della metropoli”. Quest’iniziativa, inoltre, rientra in un progetto ancora più grande. Coldiretti, infatti, da dicembre si sta attivando per aiutare tutte le famiglie colpite dalla crisi economica causata dalla pandemia. Sono stati già distribuiti circa 8 tonnellate di generi alimentari e 30 tonnellate di pasta.

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Covid Epifania Napoli, allarme povertà: ecco i dati di Eurostat

Covid Epifania NapoliCovid Epifania Napoli: in Campania aumenta il rischio di povertà. Stando ad alcuni dati redatti da Eurostat, nella regione circa il 41,4% della popolazione rischia di diventare povero. Tra questi, si ritrovano anche i “nuovi poveri”. Si tratta di persone che a causa della pandemia:

  • hanno perso il lavoro;
  • hanno dovuto chiudere le proprie attività;
  • si affidano a bonus o sussidi pubblici;
  • non hanno avuto il rinnovo di un tempo determinato;
  • non possono lavorare in situazioni di lockdown (ristoratori, artisti, agenzie per il turismo).

Tra i poveri, purtroppo, rientrano anche le categorie più deboli:

  • il 21% riguarda i bambini e i ragazzi fino ai 15 anni;
  • Il 9% per gli anziani al di sopra dei 65 anni;
  • Il 3 % per i senzatetto.

Con l’avanzare della pandemia da Covid, nell’ultimo anno, chi era già in precarietà ha assistito ad un ulteriore deterioramento della situazione. Chi invece viveva di lavori saltuari o stagionali, ha vissuto sulla propria pelle un totale sconvolgimento della quotidianità.

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