Covid, Israele: è allarme ricoveri. Oltre il 90% dei ricoverati è vaccinata

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Effetti collaterali vaccino

Covid, Israele: è allarme ricoveri tra i vaccinati. In una intervista rilasciata all’emittente Israel Channel 13, il Dr Kobi Haviv, direttore generale dell’Herzog Medical Center di Gerusalemme, ha rivelato ciò che sta accadendo proprio nell’ospedale da lui gestito.

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Covid Israele: vaccinati e malati

variante brasiliana vaccino, covidLe parole del Dr Haviv sono sconfortanti: “95% of the severe patients are vaccinated. 85-90% of the hospitalizations are in Fully vaccinated people. We are opening more and more COVID wards. The effectiveness of the vaccine is waning/fading out”.

Tradotto, significa che la percentuale di persone vaccinate ricoverate per Covid e in condizioni critiche si attesta intorno al 90% se non oltre. Gli effetti del vaccino stanno scemando. Ricordiamo che Israele è stato uno dei primi paesi a cominciare il ciclo vaccinale con Pfizer. Di questi giorni è la notizia della somministrazione della terza dose ai vaccinati over 60 che avevano ricevuto le prime due dosi almeno cinque mesi fa. A quanto si apprende da un report pubblicato dal Ministero della salute israeliano, però, ci sarebbero almeno 14 persone infettate dal virus una settimana dopo aver ricevuto la terza dose di vaccino. Tutto ciò non fa che alimentare dubbi e perplessità.

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Israele: un monito per l’Europa?

Covid dopo vaccino, covidVedendo ciò che accade in Israele, sorgono immediatamente diversi quesiti. Si tratta di un problema relativo al vaccino Pfizer che è meno efficace di altri? Si tratta di un problema relativo alle varianti del Covid che eludono gli effetti del vaccino? Considerando che in Israele la campagna vaccinale è partita prima che in altri Stati, succederà la stessa cosa anche in Europa, in Italia? Le due dosi non saranno sufficienti? Si dovrà continuare con ulteriori dosi e richiami per un tempo più o meno lungo? Secondo quanto pubblicato dalla piattaforma TechStartups.com, inoltre, una ricerca condotta da Pfizer su un orizzonte temporale di 6 mesi, su un campione di 45000 pazienti, avrebbe rivelato 15 decessi tra le persone vaccinate e 14 tra i non vaccinati. Nessuno di questi tra i partecipanti nella fascia 12-15 anni.

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Un vaccino al giorno…

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Dal profilo Facebook ufficiale di Pfizer

Ciò che sta accadendo in Israele potrebbe essere un caso sporadico oppure no. Del resto, sull’efficacia dei vaccini e sugli effetti collaterali è passato troppo poco tempo per poter fare valutazioni definitive. Lo ha ribadito più volte anche Robert Malone, uno dei padri della tecnologia dietro i vaccini a mRna. Perché quindi questo continuo e ridondante invito (velato obbligo) a vaccinarsi? Sicuri che sia l’unica via per fronteggiare il virus? Chi ha delle perplessità può avere delle ragioni plausibili o deve essere per forza definito paranoico e complottista? Domande alle quali ognuno darà la propria risposta. Domande che necessitano però di risposte sincere.

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