Covid sessista: solo nel 2020 hanno chiuso 4000 imprese gestite da donne

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Covid sessista? Secondo la Confesercenti sembrerebbe proprio di sì. I dati raccolti ed elaborati da uno studio presentato in occasione della Festa della Donna hanno evidenziato proprio questo aspetto. Alla fine del 2020, infatti, risultavano essere circa 4000 in meno le attività guidate da donne rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Per la prima volta, si è interrotto un trend in costante ascesa dal 2014.

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Covid sessista? Pagano le giovani imprenditrici

Concorso ATA 2021, covid sessistaSecondo i dati, a pagare lo scotto maggiore in questo periodo di emergenza sanitaria sono state soprattutto le giovani imprenditrici. Le attuali 154.000 attività condotte da imprenditrici under 35 sono l’11,52% del totale di imprese guidate da donne. A fine 2019, la percentuale si attestava intorno al 12,02%.

Pare che il Covid, in relazione all’imprenditoria femminile, sia riuscito anche a invertire i rapporti tra Nord e Sud. Le percentuali di calo maggiore, infatti, si sono registrate al Centro (2400 imprese in meno circa, per un calo percentuale dello 0,81%) e al Nord (con predominanza del Nord Est, in calo dello 0,63%). Resiste e, anzi, ha visto addirittura numeri in crescita, l’imprenditoria femminile nel Meridione, con un incremento dello 0,26%. Il Sud, quindi, parla al femminile più che mai.

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Covid sessista: i motivi

Diffusione Covid Influenza, covid sessistaLa pandemia in corso ha provocato notevoli disagi all’interno della nostra quotidianità. Indubbiamente, le più colpite sono state le donne, da sempre pilastro delle famiglie italiane. Se già di norma conciliare lavoro e famiglia è estremamente difficile e dispendioso, con l’avvento del Coronavirus la faccenda si è notevolmente complicata.

In assenza di condizioni che permettano alle donne di conciliare la realtà lavorativa a quella familiare, molte sono state costrette a lasciare il proprio lavoro. Si è trattato, per tante donne, di una scelta obbligata. Ciò rende l’idea di quanto ancora c’è da fare sotto questo aspetto. Il raggiungimento della parità di genere, soprattutto nel mondo del lavoro e delle relative garanzie, nel nostro Paese è ancora un lontano miraggio. Si può e si deve fare di più.

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