Covid 19 non si ferma: “Omicron 2” fa aumentare i contagi. ISS in allarme per ricadute e long covid

0
168
menichetti lockdown no vax,

Covid variante omicron – Il covid non si ferma. Nelle ultime settimane i contagi sono tornati a crescere, complici le nuove varianti del virus. Anche se la fase di emergenza sanitaria è “finita”, si moltiplicano i focolai. Preoccupazioni da parte delle istituzioni. Siamo davanti a una nuova ondata?

Ti consigliamo come approfondimento – Covid-19, primo caso della nuova variante “Omicron 2” a Pomigliano d’Arco

Covid variante Omicron 2: nuovo boom di casi

variante Omicron, Bolivia green pass, lockdown non vaccinati, covid variante omicronNelle ultime settimane, i contagi sono in rialzo. Non ai livelli di gennaio scorso. Il periodo immediatamente successivo al capodanno è stato drammatico, come molti ricordano: 190mila nuovi contagi al giorno. In quel periodo, molti hub vaccinali erano quasi al collasso. Decine di migliaia i sanitari contagiati, migliaia di proteste in tutta Italia. Emblematiche le ambulanze nel siciliano che, a causa della penuria di posti, erano costrette a file chilometriche e attese molto prolungate.

Dopo la stabilizzazione della curva pandemica, e con le vaccinazioni a buon punto, il governo ha ritenuto di far terminare lo stato d’emergenza. Tuttavia, dopo la metà di marzo la curva dei contagi ha ricominciato a crescere, Complici gli allentamenti delle precauzioni e l’aumento dei contatti tra persone.
Nelle ultime due settimane quasi un milione di nuovi casi solo in Italia.

Ti consigliamo come approfondimento – Immunità ibrida con Omicron? Ecco cosa succede col contagio

Covid variante omicron 2: la preoccupazione sulla nuova ondata

Napoli variante Delta, variante delta maiorca, Ristorante No Green Pass murato, Austria lockdown non vaccinati, variante africana, braccio finto vaccino,covid variante omicronSecondo gli esperti, l’innalzamento dell’indice di trasmissione non è ai livelli di guardia. Ma desta preoccupazione la capacità di diffusione del virus anche in soggetti pluri-vaccinati. È l’istituto superiore di sanità a lanciare l’allarme: questa nuova variante colpisce di più e in modi differenti.

Già arrivate in Italia, le nuove varianti hanno dimostrato tutta la loro “prepotenza”: molti già contagiati e guariti hanno subito recidive. Molti, dopo la negativizzazione, i casi di sindrome da long-covid. 

A risultare molto più colpiti dalla nuova variante sono donne e giovani. La diffusione, secondo i primi dati, è maggiore tra gli under 50; nello specifico a essere colpita è la fascia d’età tra i 14 e i 35 anni. Le rilevazioni di questi nuovi casi riguardano, in special modo, donne, sanitari e studenti.

Ti consigliamo come approfondimento – La profezia di Bassetti: “Omicron contagerà tutti, immunità forse verso settembre 2022”

Covid variante omicron 2: ecco quello che sappiamo

Immunità ibrida, covid variante omicronMa come mai omicron si sta diffondendo così tanto? Le aperture sicuramente hanno fatto la loro parte.
Mezzi di trasporto, strutture sanitarie e luoghi di lavoro sono i maggiori centri di contagio. Veri e propri ricettacoli per il virus, soprattutto per questa nuova variante. Pare infatti che il virus mutato si disperda meno nell’aria, rimanendo maggiormente sulle superfici.

Rinorrea, mal di gola, mal di testa persistente, stato febbrile e malessere diffuso sono i sintomi più comuni della nuova variante omicron. Anche inappetenza, forte tosse, nausea, diarrea e dolori muscolari sembrano ricorrenti. Presente, in alcuni casi, anche la riduzione del fiato, con la saturazione che tende a scendere e rimanere bassa, fino a casi, rari, di svenimento. Questi sintomi tendono a essere condivisi con altre patologie per ora in forte circolazione: influenza “classica”, faringiti allergiche e influenza intestinale.

Se tuttavia l’incidenza dei contagi è alta, e risulta preoccupante anche la portata delle reinfezioni, la mortalità risulta ancora in calo. Sempre dai dati dell’Istituto Superiore della Sanità, il tasso di mortalità di chi è vaccinato è fino a dieci volte inferiore di chi non è vaccinato. Al contrario, i non vaccinati continuano ad affollare le terapie intensive. Mediamente, la negativizzazione dal virus, con adeguate terapie e sufficiente risposta immunitaria, può avvenire tra cinque e quattordici giorni dalla comparsa dei sintomi.

Restano da capire le intenzioni dell’esecutivo. Ci saranno delle contromisure? O l’intenzione è quella di lasciare circolare il virus tra i vaccinati per aumentare l’efficacia del cosiddetto effetto gregge?

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

dodici − quattro =