Crisi Governo Senatori come soluzione, Segre: “A Roma per dare fiducia”

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Crisi Governo Senatori
Da Vanity Fair

Crisi Governo Senatori a vita fondamentali per la maggioranza. La caccia dei voti è aperta e si concluderà domani. Giornata cruciare che a Palazzo Madama vedrà compiersi la decisione dei deputati. Tira un’aria pesanti nei palazzi del potere. Aria tesa di pandemia e di stanchezza. Il centrodestra vuole un nuovo premier e una nuova maggioranza, elezioni subito. Costruttori, responsabili e ora i senatori, a loro l’ultima parola.

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Crisi Governo Senatori a vita al voto, Liliana Segre: “Darò fiducia a Conte”

conte fiducia camera crisi governo senatoriNessuno si sarebbe aspettato che ad aprire questo nuovo anno ci fosse una crisi di Governo. In piena pandemia, l’Italia si trova a fare i conti con un malcontento generale, che dal popolo si è riflesso nelle camere del potere. Domani, a Palazzo Madama i deputati voteranno la fiducia a Conte e al suo governo. È caccia aperta, in queste ore, agli ultimi voti  favorevoli. La maggioranza assoluta si otterrà con 161 voti. Prima che si risvegliasse il demone della crisi, Conte poteva contare su 166 voti, ma le cose, adesso, sono cambiate. Il  risultato minimo da perseguire è 151. Dopo i costruttori e i responsabili, l’interesse si fa vivo per i senatori a vita. 

Dei sei nominati, allo stato attuale, soltanto Liliana Segre dà appoggio certo a Conte. “Sì, parto per Roma, per fare il mio dovere martedì a Palazzo Madama. Non partecipo ai lavori del Senato da mesi perché, alla mia età, sono un soggetto a rischio e i medici mi avevano consigliato di evitare, ma di fronte a questa situazione ho sentito un richiamo fortissimo, un misto di senso del dovere e di indignazione civile” 

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Dalla pagina Facebook del Senato della Repubblica Italiana

Il governo Conte è giunto a termine? Una domanda a cui solo domani potremmo dare risposta. Le previsioni non sono delle più rosee. Meloni e il centrodestra pretendono un premier diverso, con una maggioranza tutta nuova. “Ancora oggi leggo sui giornali ricostruzioni sul destino del governo della Nazione. Per Fratelli d’Italia l’unica via percorribile rimane la stessa: elezioni subito. Basta perdere tempo“. Che ci sia un ritorno della destra al comando?

Tra i voti certi si contano: 92 di M5S; 35 PD; 7 dal gruppo de Per le Autonomie e 6 da Liberi e Uguali; 11 voti sui 14 disponibili dai gruppi misturi, tra cui Maie. Si aggiungono possibili sì con Sandra Lonardo Mastella, Paola Binetti e Gregorio De Falco; i due renziani Eugenio Comencini e Leonardo Grimani. A decidere il destino, per cui, restano i sei senatori a vita: Liliana Segre ha già espresso il suo favore; Mario Monti ed Elena Cattaneo dovrebbero essere presenti e favorevoli al sì. Giorgio Napolitano, avvistato negli uffici degli ex Presidenti, non ha ancora espresso parere; Dubbio per Renzo Piano e Carlo Rubbia, spesso assenti per motivi lavorativi e impegni all’estero. Incerta la presenza e il parere. Sorti molto tempestose, 11 voti che cambieranno la storia, verso un Governo instabile, ancora una volta.

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