Crisi Ucraina Russia, prove di disgelo: ecco le richieste di Putin a Usa e Nato

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Crisi Ucraina Russia

Crisi Ucraina Russia: Putin disposto al dialogo con Nato e Usa. La notizia che giunge dalle stanze del Cremlino viene ribadita e confermata dal ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov: “Continueremo il dialogo con gli Usa e la Nato, possiamo avere risultati”. Un buon segnale questo, utile a tirare un po’ il fiato rispetto a una situazione che fino a ieri sembrava già segnata.
Si tratta, quindi.
Ma quali potrebbero essere le condizioni che ha avanzato il numero uno del Cremlino per evitare lo scoppio della guerra?

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Crisi Ucraina Russia: le richieste di Vladimir Putin

Crisi Ucraina RussiaPer meglio comprendere la crisi ucraina è opportuno tornare indietro nel 2008; in quell’anno il governo di Kiev cominciò a gettare le basi per entrare nella Nato. Progetto, quest’ultimo, che è sempre stato visto in malo modo dal governo di Mosca, in quanto convinto che in questo modo i paesi occidentali potessero stabilirvi basi e radar. La volontà del Cremlino, quindi, sarebbe quella di mantenere la propria sfera di influenza nel paese. Infatti, come riporta nell’edizione odierna il CorSera, Putin avrebbe espressamente richiesto che né l’Ucraina e né la Georgia entrino a far parte della Nato.

La richiesta russa, tuttavia, non si ferma qui; pare che il Cremlino abbia alzato la posta chiedendo addirittura la ritiro di tutti i soldati occidentali dai paesi entrati nella Nato dopo il ’97. Tale richiesta riguarderebbe tutti i paesi che facevano parte del blocco sovietico, quali: Polonia, Rep. Ceca, Ungheria; Bulgaria, Romania, Slovacchia, Slovenia, Estonia, Lettonia, Lituania, Albania, Croazia, Montenegro e Macedonia del Nord.

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L’ultima richiesta di Mosca

Ucraina Russia, Crisi Ucraina RussiaOltre a quanto già riportato, il Cremlino fa sapere che vorrebbe venisse anche riconosciuta l’annessione della Penisola di Crimea. Quest’ultima, si ricorda è stata annessa da Putin nel 2014. All’epoca dei fatti il popolo ucraino cacciò l’allora presidente Viktor Yanukovich, instaurando un governo ad interim filoeuropeo.