Crolla croce Niscemi: il monumento in marmo che dominava il quartiere Sante Croci è precipitato nel vuoto durante la serata di lunedì. La struttura era stata eretta per ricordare la distruzione della chiesa avvenuta nel 1997 a causa di un’altra terribile frana. Il cedimento è avvenuto sotto gli occhi impotenti dei residenti e dei soccorritori. La zona era già stata evacuata per precauzione.
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Crolla croce Niscemi: la frana non si ferma e inghiotte la storia
Crolla croce Niscemi mentre il terreno continua a scivolare verso valle senza sosta. Lo smottamento ha ormai raggiunto un fronte di vari chilometri, devastando strade, abitazioni e il noto belvedere cittadino. Le immagini del simbolo sacro che sparisce nel fango rappresentano il momento più drammatico di questa emergenza. Oltre milleseicento persone hanno dovuto lasciare le proprie case. La tensione resta altissima in tutta la provincia.
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Un territorio fragile tra fango e detriti

Il quartiere interessato vive ore di pura angoscia. I tecnici spiegano che il movimento franoso è alimentato dalle abbondanti piogge e dalla natura argillosa del suolo. Molte palazzine mostrano crepe profonde e il rischio di ulteriori crolli strutturali è concreto. I Vigili del Fuoco lavorano incessantemente per monitorare i punti più critici del costone. La viabilità è totalmente interrotta in diversi punti strategici della città.
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Indagini in corso e richieste di aiuto
La magistratura ha avviato gli accertamenti necessari per verificare eventuali responsabilità o mancanze nella gestione del territorio. La comunità locale chiede ora interventi urgenti e definitivi per fermare lo scivolamento del colle. Non si tratta infatti della prima volta che Niscemi deve fare i conti con la propria fragilità geologica. Si attende lo stato di emergenza per ottenere i fondi necessari alla ricostruzione. La priorità assoluta resta la messa in sicurezza delle famiglie sfollate.





























