Cts preme per nuove chiusure e cambio Dpcm: riunione urgente

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Per il Cts lockdown nazionale non sembra un’ipotesi. Tuttavia dopo la riunione di ieri, il Comitato tecnico scientifico chiede subito nuove restrizioni. La cabina di regia del Governo si riunirà nella prossime ore per valutare i rapporti ricevuti. Seppur escluso un lockdown nazionale sono comunque previsti dei cambiamenti all’ultimo Dpcm emanato dal governo Draghi. 

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Cts lockdown nei weekend 

spostamento regioni, passeggero volo positivo, cts lockdown L’ipotesi sempre più plausibile è una chiusura nazionale durante i weekend. Una restrizione considerata necessaria anche per l’avvicinarsi della Pasqua. Il Cts ha inoltre ribadito la necessità di introdurre il passaggio automatico in zona rossa quando si registrano 250 casi ogni 100mila abitanti. Un aumento delle restrizioni non è stato auspicato solo per le zone rosse. Al contrario è stato fortemente consigliato un inasprimento delle regole in ogni tipo di zona. Proponendo una zona gialla rafforzata per limitare i movimenti anche nelle regioni con incidenza minore. A preoccupare è l’aumento delle terapie intensive, che hanno registrato nelle ultime 24 ore, un picco dei ricoveri. Queste le ipotesi che ieri, dopo la riunione del Cts, Locatelli e Bustaferro hanno consegnato al Governo. Ora dovrà riunirsi la cabina di regia, con i ministri Gelmini e Speranza per decidere in che modo agire nel modificare il Dpcm. 

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Governo diviso sulle restrizioni 

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Diretta della Camera, dalla pagina Facebook di Matteo Salvini

Nonostante le indicazioni del Cts siano state chiare, il Governo si trova diviso sul modo in cui agire per emanare nuove restrizioni. Tra i rigoristi che puntano a restrizioni nazionali immediate ci sono Speranza e Franceschini. Meno rigidi invece Lega e Movimento 5 stelle. Il ministro Salvini ha infatti dichiarato come “un lockdown nazionale sarebbe punitivo. Non ho dati, ma sono favorevole a intervenire dove la situazione è a rischio, non dove non c’è aumento di contagi. No a interventi in modo generico, ma in modo chirurgico.” Della stessa ipotesi anche il sottosegretario della Salute Pierpaolo Sileri. “Non favorevole a un lockdown generalizzato, ma a misure chirurgiche più o meno ampie a seconda delle aree. Sicuramente un rafforzamento di alcune misure è necessario.” Nonostante le divergenze l’unica certezza è l’arrivo di modifiche nel Dpcm emanato il 6 marzo. Da capire quanto le divergenze nella maggioranza faranno ritardare la decisione finale. 

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