Cultura sotto attacco Covid, artisti in rivolta contro il Dpcm

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Cultura
Ph: Roberto Improta

La cultura è stata messa in ginocchio dalla bozza del nuovo Dpcm del governo Conte che obbliga alla chiusura teatri, sale da concerto e cinema. Il mondo dell’arte, affossato dalle scelte della politica, leva il suo grido di protesta. Artisti, associazioni e lavoratori dello spettacolo si uniscono in petizioni e iniziative di rivolta per combattere la miopia di chi sacrifica l’espressione culturale.

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Cultura, l’unica arma per la salvezza

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Ph: Roberto Improta

La cultura è l’ultima vittima del Covid-19: le restrizioni governative muovono uno scacco ai teatri e ai cinema, che già prima della pandemia venivano da una lunga precarietà. L’arte è vista come sacrificabile, non necessaria attualmente: questo il messaggio che scivola tra le righe della bozza di un decreto cieco. Un testo dal quale emerge l’incuranza di preservare lo spirito, l’anima di un popolo piegato dall’ansia e dal panico. Un popolo che vive nella paura del contagio, dalla mancanza di condivisione, dall’assenza di contatto. Il ministro Dario Franceschini difende la sua posizione accusando i protestanti di non comprendere la pericolosità di questo virus. Eppure, è proprio la cultura che potrebbe salvare il genere umano. Ma se il pensiero viene taciuto, l’anima non riesce a risollevarsi.

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Gli artisti di Napoli pronti a lottare contro il Covid

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Molti artisti che Napoli ama e ospita si contrappongono alle decisioni del governo. Tra questi la regista Emma Dante che afferma: “Il teatro è vita, decidere di chiudere i luoghi di cultura è la scelta peggiore da valutare“. Molti lavoratori dello spettacolo sono agli sgoccioli e non c’è tutela per loro. Compagnie teatrali e produzioni cinematografiche rischiano di andare incontro al fallimento e di scomparire. In Italia, l’unico sollievo per l’anima resta il culto, così le chiese restano aperte. Allora il teatro può essere visto come un rituale. L’attore e registra Francesco Di Leva, tra i fondatori del Nest (Napoli Est Teatro), propone allora di traslare il teatro in chiesa.

Tramite il suo profilo Facebook, Di Leva annuncia che porterà in scena il prossimo spettacolo, “Quotidiane Ispirazioni”, nella chiesa dell’Immacolata, San Giovanni a Teduccio. In accordo col parroco della diocesi, il regista invita le chiese della zona Est di Napoli a promuovere queste iniziative.

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Teatro San Carlo: 12 positivi, l’arte va solo in pausa

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Dal profilo ufficiale di Facebook del Teatro San Carlo di Napoli

Dodici dipendenti del Teatro San Carlo di Napoli sono risultati positivi al test del Covid-19, tra personale amministrativo, coro e corpo di ballo. Ai restanti 300 dipendenti, entrati in contatto coi colleghi, è stato disposto l’obbligo di tampone. Il teatro, chiuso al pubblico per le restrizioni del nuovo Dpcm, arresta anche la sua attività lavorativa interna. Per dieci giorni verrà svolto un intervento di sanificazione. Intanto la programmazione, ricca di eventi, è stata cancellata fino al 24 novembre. Le prove riprenderanno già dal 5 novembre. Nessuna chiusura potrà fermare gli artisti italiani, che uniti firmano la petizione lanciata dall’Associazione Cultura Italiae; perché la cultura è l’unica cura che salverà l’uomo.

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