L’AIFA autorizza le cure monoclonali già presenti in Italia ad ottobre

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Cure monoclonali

Dopo la Germania, arrivano i medicinali per le cure monoclonali anche in Italia. Ieri sera l’AIFA ha dato via libera a due anticorpi monoclonali per le cure al Covid-19, Regeneron e Bamlanivimab. Come negli Stati Uniti e in Canada, avranno delle limitazioni. Una decisione che era a quanto prevedibile dopo che anche il ministro della salute Roberto Speranza aveva fatto pressing all’agenzia del farmaco.

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Cure monoclonali Regeneron e Bamlanivimab

Cure monoclonaliDopo molte polemiche finalmente i medici italiani cureranno i malati Covid-19 con le cure monoclonali. Gli unici due farmaci autorizzati al mondo, già utilizzati in Germania, Canada e Stati Uniti sono Regeneron e Bamlanivimab. L’approvazione, con delle limitazioni, è arrivata dopo una lunga riunione della Commissione tecnico-scientifica dell’Agenzia

I monoclonali sono, detto in modo generico, proteine che vengono prodotte in laboratorio per legarsi al “nemico” e neutralizzarlo. Nel caso dell’infezione da Sars-CoV-2, sono stati sviluppati partendo dal plasma di chi ha contratto la malattia ed è poi guarito. Gli anticorpi però hanno delle limitazioni. Prima fra tutte la durata: ha una copertura che va da una settimana a pochi mesi e quindi necessita di altre somministrazioni; Ha un costo elevato. Saranno somministrati solo a pazienti con sintomatologia da lieve a moderata, entro 72 ore dai sintomi. Il target su cui si sono rivelati efficaci sono gli ultrasettantenni e i fragili come immunodepressi, oncologici, obesi, cardiopatici etc.

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Cure monoclonali già utilizzate in Italia

cure monoclonaliIl responsabile malattie infettive allo Spallanzani di Roma, Emanuele Nicastri, ha annunciato che due pazienti Covid immunodepressi nel suo reparto sono guariti proprio grazie ad anticorpi monoclonali prodotti da una delle due aziende farmaceutiche. Infatti il secondo dei due farmaci autorizzati è stato prodotto a Latina. Sono stati offerti test gratuiti a ottobre ma erano fortemente osteggiati dalle agenzie di regolamentazione. Dopo quattro mesi il farmaco è stato autorizzato, ma lo Stato lo pagherà.

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